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Emergenza fiumi nello Jonio cosentino: dopo il Crati esonda il Trionto

La fragilità del territorio calabrese torna a mostrare il suo volto più drammatico. A breve distanza dall’esondazione del Crati, l’area dello Jonio cosentino si trova nuovamente a fare i conti con la furia della natura: questa volta è il fiume Trionto a rompere gli argini, causando allagamenti diffusi nel comune di Mirto Crosia e nelle zone limitrofe. L’evento ha generato una situazione di estremo pericolo, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini, la sicurezza dei lavoratori e la tenuta economica delle attività produttive locali.

Il blocco della Statale 106 e l’isolamento del versante ionico

Uno degli effetti più gravi di questa nuova ondata di maltempo è la paralisi della Strada Statale 106 Jonica. L’arteria, fondamentale per il collegamento dell’intera fascia costiera, risulta bloccata in più punti, rendendo impossibile la mobilità dei residenti e compromettendo il diritto al lavoro. Questa chiusura forzata evidenzia ancora una volta il pesante deficit infrastrutturale di un’area storicamente penalizzata, dove l’assenza di percorsi alternativi validi trasforma ogni evento meteorologico avverso in un isolamento forzato per migliaia di persone.

La denuncia del sindacato: una crisi annunciata

Secondo la Fillea Cgil Calabria e la Fillea Cgil di Cosenza – Pollino, quanto sta accadendo non può essere archiviato come una semplice fatalità, ma rappresenta il culmine di una gestione territoriale priva di visione. I segretari generali Simone Celebre e Giuseppe De Lorenzo hanno espresso una ferma condanna verso quella che definiscono un’inerzia istituzionale non più tollerabile.

“Ci troviamo, ancora una volta, di fronte a un’emergenza annunciata”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali in una nota congiunta. “La successione ravvicinata di due eventi critici, l’esondazione del Crati prima e quella del Trionto oggi, è la prova inconfutabile di una fragilità strutturale del territorio, mai affrontata dalle istituzioni con interventi seri, organici e programmati”.

La necessità di un piano straordinario per la sicurezza

Per il sindacato, lo scenario attuale è il risultato manifesto di una cronica carenza di programmazione e di una manutenzione ordinaria pressoché inesistente. La richiesta che emerge con forza è quella di un cambio di rotta immediato nella gestione delle risorse pubbliche destinate alla difesa del suolo.

“Serve immediatamente l’avvio di un piano straordinario di interventi per la difesa del suolo e la regimazione dei corsi d’acqua e per il potenziamento e la messa in sicurezza dell’intera S.S. 106”, hanno ribadito Celebre e De Lorenzo. La Fillea Cgil sottolinea come sia fondamentale utilizzare tutte le risorse disponibili e aprire un confronto reale con le parti sociali, affinché la sicurezza del territorio e il diritto al lavoro non vengano più sacrificati a causa della mancanza di una strategia di lungo periodo.