L’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Fiera di San Giuseppe ha messo a dura prova decine di lavoratori che ogni anno rappresentano l’anima di questo evento identitario per la città di Cosenza.
Tuttavia, oltre alla forza degli elementi naturali, emerge una critica serrata verso quella che viene definita un’incapacità amministrativa nel gestire l’emergenza, sia sul piano della prevenzione che su quello dei soccorsi immediati.
Ritardi istituzionali e carenze negli interventi
Il dibattito si concentra sulla tempistica delle comunicazioni ufficiali. Mentre altri comuni dell’area urbana avrebbero emesso ordinanze di allerta già nel pomeriggio di domenica, intorno alle 17:30, l’amministrazione di Cosenza avrebbe agito con un ritardo significativo, diffondendo la notizia sui canali social solo il giorno successivo. Questa discrepanza temporale solleva interrogativi sulla capacità di reazione della macchina comunale di fronte a previsioni meteorologiche avverse già note.
Oltre all’allerta mancata, viene contestata l’assenza di misure logistiche tempestive per garantire ai venditori ambulanti, colpiti dalle intemperie, luoghi caldi e idonei dove ristorarsi e trovare riparo durante la notte. In questo contesto, l’azione dei volontari e degli attivisti di Cena in Fiera è stata fondamentale per sopperire a mancanze che dovrebbero restare in capo alle istituzioni.
Le perplessità sulla raccolta fondi e la trasparenza
La decisione del Comune di avviare una raccolta fondi postuma viene giudicata un tentativo di sensibilizzazione insufficiente e tardivo rispetto all’entità dei danni subiti dagli operatori. L’iniziativa presenta inoltre profili di incertezza riguardo alla trasparenza e alle modalità operative, considerate poco ortodosse per un ente pubblico. Secondo la visione dei co-segretari del Circolo Gullo-Mazzotta del Partito della Rifondazione Comunista, Domenico Passarelli e Rita Dodaro, non è accettabile che la responsabilità del sostegno economico ricada esclusivamente sulla generosità della cittadinanza e delle attività locali, che pure stanno già confermando la vocazione solidale di Cosenza.
Dalla solidarietà all’azione amministrativa concreta
La richiesta che arriva dal mondo politico è quella di un passaggio immediato dai simboli alle scelte amministrative concrete. La Fiera di San Giuseppe non è solo un evento, ma un patrimonio economico e sociale che richiede protezione istituzionale. I lavoratori non chiedono solo solidarietà, ma rivendicano il diritto a risposte certe.
È necessario che il Comune attivi misure straordinarie di sostegno, che includano ristori economici diretti, agevolazioni fiscali e la sospensione dei tributi. Solo un piano di intervento serio e strutturato può permettere a queste attività di ripartire. Le istituzioni hanno il dovere di assumersi la piena responsabilità della tenuta del tessuto produttivo locale, trasformando la vicinanza ideale in atti formali e aiuti tangibili.



