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SS106, vergogna senza fine: con la pioggia diventa un pericoloso fiume in piena

Non è un fiume in piena e non è un canale di scolo, eppure le immagini dicono il contrario. La Statale 106 Jonica, l’arteria vitale della Calabria, si è trasformata ancora una volta in una pericolosa piscina a cielo aperto a causa dell’ultima ondata di maltempo. Ma a far rumore stavolta non è solo il fragore della pioggia, bensì la voce della disperazione che emerge dai social, squarciando il velo di rassegnazione che avvolge il territorio.

La cronaca di un abbandono annunciato

Nel video pubblicato dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, le immagini mostrano uno scenario desolante che purtroppo i cittadini conoscono fin troppo bene. Tuttavia, è l’audio a colpire dritto allo stomaco: si sente chiaramente lo sfogo amaro di un automobilista che percorre quel tratto allagato. Nelle sue parole vibrano la stanchezza e la rabbia di chi, ogni giorno, è costretto a mettere a rischio la propria incolumità per semplici esigenze di spostamento in una terra che appare tragicamente dimenticata dallo Stato.

L’esasperazione dei cittadini: “Siamo stufi”

Questo sentimento di esasperazione accomuna ormai migliaia di calabresi. Non siamo di fronte a un evento meteo imprevedibile, ma alla prova schiacciante di un abbandono strutturale. Una strada che dovrebbe rappresentare il motore dello sviluppo per tutto il versante jonico è invece ridotta a una trappola dove l’asfalto scompare sotto centimetri di acqua e detriti alla prima pioggia battente. È la negazione del diritto alla mobilità sicura.

Una “Strada della morte” che non cambia pelle

Tristemente nota in tutta Italia come la “Strada della morte”, la SS106 continua a confermare questo terribile soprannome non solo per l’alto tasso di incidenti, ma per una cronica assenza di manutenzione. Il video diffuso dall’associazione è l’ennesima testimonianza di una gestione infrastrutturale fallimentare, dove sistemi di drenaggio inesistenti o ostruiti trasformano la carreggiata in un acquitrino impraticabile.

L’ultimatum alle istituzioni

I cittadini sono ormai saturi di promesse elettorali che non si trasformano mai in cantieri reali e sono stanchi di dover sperare nella fortuna ogni volta che si mettono alla guida sotto un cielo grigio. La domanda che l’Organizzazione e l’intera comunità pongono alle istituzioni è una sola, secca e senza sconti: quanta altra pioggia e quanto altro dolore dovranno scorrere su questo asfalto prima che la Statale 106 diventi finalmente una strada degna di un Paese civile?