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Bambina morta al Parco Santa Chiara di Rende: chiesta l’archiviazione

A otto mesi dal drammatico evento che ha scosso la comunità calabrese, l’inchiesta sul decesso di Simona Vanessa Szilagyi giunge a un punto di svolta. La Procura di Cosenza, guidata dal Procuratore Capo Vincenzo Capomolla, ha formalizzato la richiesta di archiviazione per il fascicolo relativo alla morte della bambina di otto anni, avvenuta nel luglio 2025 presso la piscina del Parco Acquatico “Santa Chiara” di Rende.

Gli esiti della consulenza tecnica

Il passaggio chiave che ha orientato la decisione degli inquirenti è rappresentato dalla perizia del professor Silvio Berardo Cavalcanti. Secondo la relazione medico-legale, la piccola sarebbe stata colpita da una congestione con conseguente reazione vagale, verificatasi subito dopo l’ingresso in acqua.

Un malore così rapido e violento da rendere vano ogni tentativo di soccorso. Il documento tecnico specifica inoltre un punto cruciale: nonostante l’assenza di un defibrillatore nella struttura quel giorno, la disponibilità del macchinario non avrebbe comunque garantito la salvezza della minore, data la natura intrinseca della patologia che ha fermato il cuore di Simona.

La posizione degli indagati

L’istanza di archiviazione riguarda le tre persone inizialmente iscritte nel registro degli indagati come atto dovuto:

  • Maria Candelaria De Rose, amministratrice della società di gestione;

  • Antonio Fusinato, collaboratore della struttura;

  • Una bagnina in servizio al momento dei fatti.

I legali della difesa hanno sottolineato la piena collaborazione offerta dai loro assistiti sin dalle prime fasi dell’indagine, evidenziando come le risultanze peritali confermino l’assenza di nesso causale tra la gestione dell’impianto e l’evento fatale.

Il futuro del procedimento

La parola passa ora al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), che dovrà valutare se accogliere l’istanza della Procura o disporre nuove verifiche. La famiglia della vittima, costituita parte civile, ha già ricevuto la notifica del provvedimento e i propri legali stanno valutando se presentare opposizione, chiedendo eventualmente ulteriori approfondimenti su aspetti specifici della dinamica o della sicurezza del parco.

Resta il ricordo di un pomeriggio di festa trasformatosi in tragedia in pochi istanti, sotto lo sguardo impotente dei bagnanti, in un’estate segnata da un lutto impossibile da dimenticare.