Non si arresta la scia di eventi che sta alimentando un profondo senso di vulnerabilità tra i lavoratori dell’ospedale di Polistena.
L’ultimo episodio si è verificato sabato scorso, quando un dipendente, al termine del proprio turno di lavoro, ha scoperto un tentativo di furto ai danni della propria automobile. Il veicolo era parcheggiato nell’area riservata al personale, situata nei pressi della zona Cup.
Sebbene il furto non sia andato a segno, l’auto ha riportato danni ingenti, aggiungendo al danno economico una crescente percezione di precarietà per chi opera all’interno della struttura sanitaria.
La denuncia di Aisa sulle condizioni di lavoro
A rendere noto l’accaduto è Giuseppe Ierace, esponente dell’Associazione italiana sicurezza ambientale (Aisa), il quale ha evidenziato come l’evento non rappresenti un caso isolato, ma si inserisca in un contesto di degrado della sicurezza. Secondo quanto riferito dai lavoratori, negli ultimi mesi il parcheggio dipendenti è diventato teatro di una vera e propria escalation di eventi criminosi, suddivisi tra furti consumati e atti vandalici.
Questa situazione grava su una categoria professionale che affronta quotidianamente carichi fisici e psicologici elevati, dovuti a turni prolungati e condizioni lavorative complesse. Giuseppe Ierace ha sottolineato la gravità del momento dichiarando che “negli ultimi mesi il parcheggio dipendenti è diventato teatro di una vera e propria escalation di eventi criminosi, tra furti consumati e atti vandalici. A essere colpita è una categoria che già affronta quotidianamente condizioni lavorative complesse: turni lunghi, carichi fisici e psicologici elevati, a cui si aggiunge ora la preoccupazione per la propria sicurezza personale anche fuori dai reparti”.
Carenze strutturali e zone d’ombra
Le segnalazioni degli operatori sanitari convergono su una serie di criticità strutturali che faciliterebbero l’azione dei malintenzionati. L’area di sosta risulta caratterizzata da ampie zone poco illuminate che, specialmente durante le ore serali e notturne, si trasformano in punti ciechi privi di sorveglianza. Un ulteriore elemento di criticità è individuato nella mancanza di sistemi efficaci per il controllo degli accessi, una lacuna che permette l’ingresso indiscriminato di estranei nel perimetro ospedaliero.
In merito a tali mancanze, Ierace ha precisato che “l’area di sosta presenta infatti ampie zone poco illuminate, che nelle ore serali e notturne diventano veri e propri punti ciechi. A questo si aggiunge la mancanza di sistemi efficaci di controllo degli accessi, che consentirebbe l’ingresso indiscriminato di estranei. In queste condizioni, anche un gesto quotidiano come raggiungere la propria auto dopo il turno si trasforma in un momento carico di tensione”.
Le richieste per il ripristino della legalità
Il personale dell’ospedale chiede con forza l’adozione di misure concrete per garantire l’incolumità dei dipendenti e la tutela dei loro beni. Tra le priorità indicate figurano il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di sistemi di videosorveglianza ad alta definizione e l’introduzione di varchi regolati tramite badge aziendale.
Si sollecita inoltre una presenza più costante della vigilanza privata, con un presidio rafforzato durante le fasce orarie dei cambi turno, ritenute le più sensibili. L’esponente di Aisa ha concluso il suo intervento richiamando l’attenzione sulla necessità di “eliminare le cosiddette ‘zone d’ombra’ all’interno del parcheggio e di garantire condizioni di sicurezza adeguate a chi lavora nella struttura”.



