Il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, ha presentato nuovamente in Consiglio Regionale la proposta di legge finalizzata all’istituzione della Riserva naturale regionale Fascia pedemontana – Lande parasteppiche di Castrovillari.
L’iniziativa legislativa punta a riprendere un iter che si era interrotto nella precedente legislatura, nonostante l’approvazione all’unanimità ottenuta in Commissione di merito. Secondo quanto riferito dal consigliere, il progetto era rimasto bloccato per circa un anno e mezzo a un passo dall’approvazione definitiva in aula.
La protezione del paesaggio contro l’espansione fotovoltaica
La necessità di istituire la riserva è diventata, secondo Laghi, ancora più urgente a causa della crescente occupazione di suolo destinata agli impianti fotovoltaici industriali. I dati esposti descrivono una situazione critica per il territorio: 34 ettari sono già stati compromessi, oltre 60 risultano in via di assegnazione e quasi altri 300 sono considerati a rischio.
«La riserva naturale, come i fatti hanno purtroppo dimostrato, è l’unico strumento che possa bloccare lo scempio paesaggistico e ambientale a cui stiamo assistendo, cioè quello dell’invasione di un mare di pannelli fotovoltaici», ha dichiarato il consigliere, sottolineando come tali installazioni non abbiano prodotto benefici tangibili per la cittadinanza in termini di occupazione o riduzione delle tariffe elettriche.
Valorizzazione del territorio e opportunità di finanziamento
Il progetto della riserva interessa un’area di eccezionale valore naturalistico situata ai piedi del Monte Pollino, riconosciuta come uno dei siti più rilevanti dell’Italia meridionale. Oltre alla conservazione della biodiversità e delle lande parasteppiche, l’istituzione dell’area protetta permetterebbe di avviare bonifiche ambientali necessarie per la tutela della salute pubblica e di attivare percorsi di sviluppo legati al turismo, alla ricerca scientifica e ad attività ricreative e imprenditoriali sostenibili.
A differenza dell’espansione industriale, il modello della riserva aprirebbe l’accesso a significativi finanziamenti regionali ed europei. La nuova proposta è stata inoltre rimodulata con un’estensione ridotta rispetto alla precedente versione, con l’obiettivo di superare eventuali critiche strumentali e agevolare il percorso amministrativo.
Una scelta di campo per l’economia locale
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la qualità ambientale in un volano economico per l’intera comunità, seguendo l’esempio di altre riserve naturali già operative nella regione. Questo approccio mira a favorire filiere produttive d’eccellenza e un sistema di accoglienza turistica consapevole, in sintonia con le strategie europee sulla biodiversità.
«L’istituzione della Riserva è una scelta di campo: significa utilizzare la qualità ambientale come volano economico, promuovendo filiere produttive locali d’eccellenza e un’accoglienza turistica consapevole e di qualità», ha concluso Laghi, sollecitando un’azione rapida per evitare che ulteriori porzioni di territorio vengano sottratte alla loro vocazione naturale.



