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Centinaia di musulmani in preghiera a Reggio Calabria per la fine del Ramadan

Il volto dei campetti di Viale Messina, nella zona sud di Reggio Calabria, è mutato radicalmente per una mattina.

Lo spazio solitamente riservato agli allenamenti calcistici e alle competizioni agonistiche si è trasformato in una moschea a cielo aperto, accogliendo centinaia di persone riunite per celebrare la fine del Ramadan. Fin dalle prime ore dell’alba, l’area è stata raggiunta da famiglie intere, uomini, donne e bambini vestiti a festa, che hanno occupato il terreno di gioco portando con sé tappeti da preghiera e un senso di attesa condivisa.

L’atmosfera, caratterizzata da un silenzio composto e solenne, ha visto la comunità disporsi in file ordinate per la preghiera collettiva. Il raccoglimento dello spazio aperto è stato scandito esclusivamente dalla voce dell’imam, segnando il momento culminante dell’Eid al-Fitr, la festività che conclude il mese sacro dedicato al digiuno e alla riflessione. Al termine del rito religioso, il campo ha ripreso vita con una dimensione conviviale: lo scambio di auguri e datteri tra gli adulti e i giochi dei bambini hanno sancito il passaggio dalla ritualità alla festa sociale.

Il radicamento della presenza islamica nel tessuto regionale

L’evento di Reggio Calabria non rappresenta un episodio isolato, ma riflette una realtà sociale sempre più strutturata all’interno del territorio calabrese. Le stime più recenti, basate sull’elaborazione dei dati della Fondazione ISMU ETS, indicano che la popolazione di fede musulmana nella regione oscilla attualmente tra le 27.000 e le 32.000 unità.

Sebbene i numeri complessivi rimangano contenuti rispetto alle grandi aree metropolitane del Nord Italia, il trend mostra una crescita costante che si inserisce nel contesto nazionale, dove la comunità islamica ha superato il milione e mezzo di persone.

All’interno del panorama regionale, Reggio Calabria emerge come uno dei poli più dinamici. Nell’area urbana e metropolitana si stima la presenza di un numero di fedeli compreso tra 3.000 e 5.000. In mancanza di un censimento religioso ufficiale, tali proiezioni vengono elaborate incrociando i dati sulla cittadinanza con le religioni prevalenti nei paesi di provenienza.

Il quadro che ne emerge descrive una Calabria in trasformazione, dove l’Islam si configura come una componente stabile e radicata, capace di trasformare temporaneamente luoghi d’uso quotidiano in spazi di forte identità e incontro.