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Referendum costituzionale per la riforma della giustizia, Italia al voto: si vota oggi e domani

Le urne si sono aperte questa mattina in tutta Italia per il referendum costituzionale confermativo riguardante la riforma della giustizia.

I cittadini sono chiamati a esprimersi su un provvedimento che punta a modificare profondamente l’ordinamento della magistratura, introducendo novità strutturali come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.

Le operazioni di voto si svolgeranno oggi, dalle 7:00 alle 23:00, e proseguiranno domani, dalle 7:00 alle 15:00. Lo spoglio delle schede inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi. Trattandosi di un referendum di tipo confermativo, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum: la consultazione sarà valida indipendentemente dal numero di elettori che si recheranno alle urne.

Il corpo elettorale e la polemica sui fuori sede

La platea degli aventi diritto al voto è composta da circa 50.000.000 di persone. Tra questi figurano 5.000.000 di studenti e lavoratori che risiedono stabilmente lontano dal proprio Comune di residenza. Proprio la gestione del voto per i fuori sede ha innescato uno scontro politico tra maggioranza e opposizione. Nonostante le sperimentazioni effettuate nelle tornate elettorali del 2024 e del 2025, il governo ha deciso di non includere questa categoria nel decreto relativo all’election day. Per i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire, invece, è confermata la possibilità di votare regolarmente per corrispondenza.

Il contenuto della riforma e i sette articoli modificati

Il quesito referendario chiede agli elettori di approvare o respingere una legge costituzionale che interviene su sette articoli della Carta: 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110. Il cuore della riforma risiede nella distinzione tra le funzioni giudicanti e quelle requirenti.

La modifica dell’articolo 87 stabilisce che il Presidente della Repubblica presiederà non più un unico Consiglio superiore della magistratura, ma due organi distinti: il Csm giudicante e il Csm requirente. Tale separazione viene blindata a livello costituzionale attraverso l’integrazione dell’articolo 102, che impone all’ordinamento giudiziario di disciplinare separatamente le carriere di giudici e pm.

Nuove modalità di selezione e l’Alta Corte disciplinare

Un cambiamento radicale interessa l’articolo 104, che trasforma il sistema di selezione dei componenti dei due Csm. La riforma prevede che i membri non siano più eletti, bensì estratti a sorte da appositi elenchi predisposti dal Parlamento e dalle magistrature.

Parallelamente, l’articolo 105 introduce l’Alta Corte disciplinare, un nuovo organismo che eredita le competenze sanzionatorie precedentemente in capo al Csm. La Corte sarà composta da 15 membri, suddivisi tra laici e magistrati, scelti attraverso un sistema misto di nomina e sorteggio.

Le altre modifiche riguardano l’accesso alla Cassazione (articolo 106), che viene esteso anche ai magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio, e l’inamovibilità dei magistrati (articolo 107), legata ora al rispettivo Consiglio di appartenenza. Infine, l’articolo 110 adegua la terminologia relativa alle competenze del Ministro della Giustizia, che dovrà interfacciarsi con ciascuno dei due Csm.