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Emergenza furti tra Rende e Montalto: cittadini organizzano rete di sorveglianza e alert via WhatsApp

Il territorio compreso tra i comuni di Rende e Montalto Uffugo è stato teatro, negli ultimi giorni, di una preoccupante sequenza di reati che ha compromesso la serenità della comunità locale.

Gli episodi, che sembrano seguire un unico filo conduttore, hanno riguardato obiettivi eterogenei: un caseificio, uno sportello bancomat e una residenza privata situata in via Cesare Battisti. La situazione appare particolarmente critica nella frazione di Sant’Antonello, dove i cittadini hanno segnalato intrusioni avvenute durante la notte mentre i proprietari si trovavano all’interno delle abitazioni.

A completare il quadro dei danneggiamenti si aggiunge l’incursione presso la struttura dell’ASP di Pianette, dove sono stati registrati atti vandalici e danni materiali.

I dettagli sull’auto sospetta e il ruolo della videosorveglianza

Le indagini e le testimonianze raccolte finora convergono su un elemento ricorrente emerso dalle analisi dei sistemi di videosorveglianza privati e pubblici. In diverse occasioni, in orari compatibili con la commissione dei furti, è stata notata la presenza di un’auto scura, identificata come un’Audi A3 o S3, modello 8V facelift.

Il veicolo è stato avvistato più volte nei punti sensibili, diventando il principale oggetto di interesse per la ricostruzione dei movimenti dei malviventi. I residenti hanno sottolineato l’importanza della condivisione dei filmati registrati dalle telecamere di sicurezza per fornire alle autorità elementi probatori utili all’identificazione dei responsabili.

La risposta della comunità e la creazione di una rete di allerta

In risposta a questa ondata di criminalità, gli abitanti di Montalto Uffugo hanno deciso di promuovere una forma di controllo di vicinato digitale. È stato infatti costituito un gruppo WhatsApp dedicato alla condivisione in tempo reale di segnalazioni riguardanti movimenti sospetti sul territorio. L’iniziativa mira a creare una rete informativa capillare che possa fungere da deterrente e supporto alle attività di controllo.

In una nota diffusa dai promotori dell’iniziativa, viene ribadito l’invito alla massima collaborazione con le istituzioni. Chiunque noti anomalie o presenze sospette deve contattare immediatamente le forze dell’ordine, evitando interventi autonomi o commenti superflui che potrebbero intralciare il lavoro degli inquirenti.