Il borgo di Frascineto si prepara a vivere un’atmosfera d’altri tempi, dove il legame con le radici d’Oltre Adriatico si manifesta con particolare vigore.
I costumi tradizionali femminili, caratterizzati da ricami preziosi e dettagli in oro, tornano a essere protagonisti, indossati con l’eleganza che richiama un passato ancora profondamente attuale. Queste vesti non sono semplici abiti, ma custodi di una memoria storica e di una gioia collettiva che si rinnova ogni anno.
Il fulcro dei festeggiamenti è rappresentato dalle vallije, le caratteristiche danze di gruppo che vedono uomini e donne procedere per mano. Il ritmo è scandito dai caporali, figure che guidano i movimenti e intonano canti epici e d’amore, creando un ponte ideale tra il presente e le gesta del passato.
Un calendario ricco di appuntamenti tra fede e cultura
Le celebrazioni prenderanno il via il prossimo 7 aprile, per poi proseguire il 19 aprile a Eianina, con le vallije dedicate alla Madonna di Lassù. L’evento si configura come un vero e proprio incontro tra diverse realtà territoriali e internazionali, grazie alla partecipazione di gruppi folkloristici provenienti dal Kosovo e da vari centri calabresi come Castrovillari, San Benedetto Ullano, Santa Caterina Albanese, San Martino di Finita, Caraffa di Catanzaro e Mormanno.
Oltre alla componente coreutica e musicale, l’appuntamento offre uno spaccato delle eccellenze locali. La proloco e il circolo della terza età cureranno gli stand enogastronomici, mentre l’iniziativa Frascineto Adventures proporrà la sagra dell’asparago, arricchendo l’offerta culturale con i sapori del territorio.
Il valore dell’identità nelle parole del sindaco
Le vallije non sono soltanto una manifestazione coreografica, ma un pilastro dell’identità per le comunità albanofone. Come dichiarato dal sindaco Angelo Catapano: «Per le comunità di Frascineto è un momento importante in cui si mescolano storia e tradizione. Le Vallije rappresentano una particolarità non solo in Calabria, ma anche un patrimonio culturale e identitario per l’intero Paese. Rievocano la storia di Scanderbeg, per meglio conoscerne la grandezza e apprezzarne il valore storico che ebbe per gli albanesi d’Italia e d’Oltre Adriatico».
Attraverso questo evento, la figura del condottiero Giorgio Castriota Scanderbeg viene celebrata non solo come eroe nazionale albanese, ma come simbolo di una resistenza e di una cultura che ha trovato in Calabria una nuova e duratura dimora.



