Il Tribunale di Cosenza ha registrato una svolta significativa nell’iter giudiziario riguardante Rosa Vespa, reduce da una pesante condanna in primo grado per il reato di sequestro di persona.
Il Giudice dell’Udienza Preliminare, Letizia Benigno, ha accolto l’istanza presentata dai legali della difesa, disponendo la revoca della detenzione domiciliare. Al posto degli arresti, l’autorità giudiziaria ha stabilito l’obbligo di dimora all’interno del comune di residenza, una misura ritenuta più idonea all’attuale fase del procedimento.
L’istanza era stata depositata nei giorni scorsi dagli avvocati Gianluca Garritano e Teresa Gallucci. I legali hanno basato la richiesta di alleggerimento del regime cautelare sul mutato quadro processuale e sulla condotta mantenuta dall’assistita nel corso dell’ultimo anno.
Le motivazioni del provvedimento e il percorso di reinserimento
Il magistrato ha valutato diversi elementi per determinare l’affievolimento delle esigenze cautelari. Nel provvedimento viene dato risalto alla consapevolezza mostrata dall’imputata rispetto alla gravità del reato commesso. Un peso determinante è stato attribuito al percorso terapeutico che la donna ha seguito con costanza durante i dodici mesi di restrizione domiciliare, dimostrando un’evoluzione personale positiva.
Un punto centrale della decisione riguarda l’apertura manifestata verso la giustizia riparativa. Nelle motivazioni si legge che l’imputata ha espresso la volontà di intraprendere percorsi specifici “al fine di un reinserimento graduale nel contesto sociale”. Il giudice ha inoltre considerato congruo il tempo già trascorso in regime di arresti domiciliari, ritenendo che il passaggio all’obbligo di dimora rappresenti una transizione equilibrata dopo circa un anno solare di detenzione ininterrotta.



