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Corruzione a Crotone: 20 indagati tra Comune e Provincia per appalti pilotati

Un’operazione su vasta scala condotta dalla Guardia di Finanza di Crotone ha fatto luce su un articolato sistema di corruzione legato alla gestione degli appalti pubblici.

Nelle prime ore di oggi, 80 militari hanno eseguito 16 perquisizioni, anche informatiche, che hanno interessato abitazioni private, studi professionali e le sedi del Comune e della Provincia di Crotone. L’inchiesta ha portato alla notifica di 20 avvisi di garanzia nei confronti di funzionari pubblici e professionisti accusati di aver manipolato l’assegnazione di servizi tecnici e professionali per anni.

Il meccanismo degli affidamenti diretti e il danno erariale

Le indagini hanno permesso di ricostruire una struttura organizzata che operava in violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e rotazione previsti dal codice dei contratti pubblici. Secondo gli inquirenti, il gruppo orientava sistematicamente gli affidamenti diretti verso soggetti compiacenti, drenando complessivamente 400.000 euro di fondi pubblici.

Le accuse contestate a vario titolo spaziano dalla corruzione al falso ideologico in atto pubblico, fino alla truffa aggravata ai danni dello Stato e alla frode nelle pubbliche forniture. Oltre alle perquisizioni, le fiamme gialle hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza di cinque società, alcune delle quali con sede in Emilia Romagna, oltre a beni immobili, veicoli e disponibilità finanziarie.

Utilizzo improprio dei fondi pubblici e finalità dell’inchiesta

Gli accertamenti bancari hanno evidenziato come una parte consistente del denaro sottratto sia confluita direttamente sui conti correnti personali di un funzionario pubblico. Tali somme sarebbero state impiegate per coprire spese private, tra cui l’acquisto di automobili, il pagamento di premi assicurativi, viaggi, soggiorni e prelievi di contante. Il resto del denaro rimaneva nelle mani dei professionisti coinvolti, giustificato attraverso l’emissione di fatture per consulenze fittizie.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Crotone sotto la direzione di Domenico Guarascio, punta a colpire fenomeni che distorcono la leale concorrenza e sottraggono risorse alla collettività. Trattandosi della fase delle indagini preliminari, per tutti gli indagati vige il principio della presunzione di innocenza fino a giudizio definitivo.