La Regione Calabria avvia un percorso di profonda trasformazione normativa per la gestione degli animali d’affezione e il contrasto al randagismo.
Presso la Cittadella regionale di Catanzaro, l’assessore al Benessere animale, Pasqualina Straface, ha incontrato le associazioni del settore iscritte al RUNTS e all’Albo regionale per illustrare le modifiche alla legge regionale n. 45. L’intervento punta a superare un modello gestionale ritenuto ormai inadeguato e frammentato, risalente nelle sue fondamenta alla normativa del 1991.
La nuova strategia politica, segnata dall’istituzione di una delega specifica voluta dal Presidente Roberto Occhiuto, intende costruire un sistema organico che unisca i temi della salute pubblica, della sicurezza e della tutela della vita.
Una visione di sistema contro l’emergenza
L’obiettivo primario della riforma è l’abbandono della logica emergenziale a favore di una programmazione strutturata. Secondo quanto illustrato dall’assessore Straface, il fenomeno del randagismo è stato affrontato per troppo tempo senza una visione d’insieme, delegando la risoluzione delle criticità a interventi occasionali. La nuova proposta legislativa richiama invece a una responsabilità collettiva che vede protagonisti i Comuni, le Aziende sanitarie, il mondo della cooperazione, le scuole e i singoli cittadini.
“La riforma punta a superare l’approccio emergenziale che ha caratterizzato il fenomeno del randagismo sin dalla prima normativa del 1991. Per troppo tempo il tema è stato affrontato senza una strategia, senza strumenti adeguati e senza una visione di sistema, delegando la gestione a interventi occasionali e frammentati”, ha dichiarato Pasqualina Straface durante il confronto con i rappresentanti del territorio.
Il nuovo modello dei canili di vetro
Tra i punti cardine del provvedimento figurano il potenziamento dell’anagrafe canina e l’attivazione di campagne permanenti per la sterilizzazione e il controllo delle nascite. Un cambiamento radicale riguarderà la natura delle strutture di detenzione. La legge prevede infatti un limite massimo di 300 cani per struttura, ponendo fine ai grandi centri di raccolta e promuovendo l’idea di “canili di vetro”, ovvero luoghi trasparenti e aperti alla collaborazione costante con le associazioni di volontariato.
Le strutture dovranno garantire permanenze brevi, favorendo l’interazione tra l’animale e l’uomo per facilitare il percorso verso l’adozione. L’intento è trasformare i canili in semplici luoghi di transizione verso l’inserimento in una famiglia.
“Qualcosa, finora, non ha funzionato. Oggi dobbiamo costruire un modello diverso, fondato sul rapporto uomo–animale–ambiente e su una responsabilità condivisa tra tutti gli attori coinvolti. Stop anche ai grandi contenitori. Basta lager: la legge prevede un limite massimo di 300 cani”, ha rimarcato l’assessore, sottolineando la necessità di trasparenza totale nella gestione delle strutture.
Il confronto istituzionale
All’incontro hanno partecipato figure chiave dell’amministrazione regionale, tra cui il presidente della Terza Commissione Angelo Brutto, il direttore generale del dipartimento Salute Ernesto Esposito, la dirigente della Segreteria generale Eugenia Montilla e la dirigente di settore Paola Rizzo. La presenza dei vertici tecnici e politici sottolinea la volontà di dare alla Calabria uno strumento normativo che sia espressione di civiltà e sicurezza territoriale, riconoscendo alle associazioni il ruolo fondamentale di presidio di legalità.



