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Nazionale fuori dal Mondiale, Gravina rassegna le dimissioni: addio dopo otto anni

Il mandato di Gabriele Gravina alla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio, iniziato nel 2018, si è concluso ufficialmente al termine di una giornata caratterizzata da riunioni frenetiche e una crescente tensione istituzionale.

Il presidente ha rassegnato le dimissioni in un clima di profonda crisi per il sistema calcistico nazionale, rendendo inevitabile un passo indietro che appariva ormai scontato a seguito degli ultimi sviluppi sportivi.

L’impatto del terzo flop mondiale consecutivo

La causa principale della rottura definitiva risiede nell’ennesimo fallimento della Nazionale italiana, rimasta esclusa dalla fase finale del Mondiale per la terza volta consecutiva. La sconfitta subita durante i playoff contro la Bosnia-Erzegovina ha segnato un punto di non ritorno, scatenando un’ondata di critiche che ha travolto i vertici di via Allegri. Il risultato, considerato un unicum negativo nella storia del calcio azzurro, ha reso insostenibile la permanenza di Gravina alla presidenza, nonostante il rinnovo dell’incarico avvenuto nel febbraio 2025.

La spinta del Governo e la richiesta di commissariamento

Oltre ai risultati sul campo, a pesare sulla decisione sono state le forti pressioni provenienti dal mondo politico. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, era intervenuto duramente nei giorni scorsi, invocando un segnale di responsabilità e chiedendo esplicitamente al Coni di valutare il commissariamento della Figc. Questa posizione ha isolato ulteriormente la governance federale, accelerando il processo di uscita del presidente.

Il Consiglio straordinario e l’annuncio del voto

Durante l’apertura dei lavori del Consiglio, Gravina ha comunicato la propria decisione ai rappresentanti delle varie componenti: Ezio Maria Simonelli per la Lega Serie A, Paolo Bedin per la Lega B, Matteo Marani per la Lega Pro, Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti, Umberto Calcagno per l’Associazione Calciatori e Renzo Ulivieri per l’Associazione Allenatori. Nel ringraziare le componenti per la vicinanza espressa, Gravina ha confermato la propria disponibilità a riferire sullo stato di salute del calcio italiano in un’audizione presso la VII Commissione della Camera dei deputati, prevista per l’8 aprile alle ore 11:00.

La Federazione ha contestualmente stabilito il percorso per la successione. L’Assemblea Straordinaria Elettiva è stata fissata per il 22 giugno 2026. La scelta di questa data risponde alla necessità di rispettare i tempi statutari e di consentire alla nuova dirigenza di gestire le delicate procedure di iscrizione ai prossimi campionati professionistici. Fino a quel momento, l’ente opererà in regime transitorio.

Gli scenari per la nuova presidenza

Con l’apertura ufficiale della fase pre-elettorale, è iniziato il confronto sui possibili successori. Tra i profili più accreditati emergono quelli di Giovanni Malagò, già alla guida del Coni, e di Giancarlo Abete, che ha ricoperto il ruolo di presidente federale tra il 2007 e il 2014. Restano in corsa anche Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, figura che raccoglierebbe il favore della componente dei calciatori.