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Calabria, la fuga non si ferma: persi 7.000 residenti in un anno

L’ultimo report dell’Osservatorio Regionale Demografico delinea uno scenario di progressivo svuotamento per la Calabria. Nel corso del 2025, la popolazione regionale è scesa da 1.834.646 a 1.827.571 abitanti. Questa flessione, pari a una perdita netta di 7.075 residenti in un solo anno, conferma una tendenza che ha ormai assunto i connotati di un fenomeno strutturale e sistemico. L’unico elemento che ha permesso di contenere parzialmente il bilancio negativo è stato il saldo migratorio dall’estero, che ha fatto registrare un dato positivo di 8.295 unità; senza l’apporto dei flussi internazionali, la contrazione della popolazione sarebbe stata decisamente più drastica.

Le cause della flessione: denatalità e migrazione interna

Il calo demografico poggia su due pilastri critici. Da un lato emerge il saldo naturale negativo, alimentato da un divario sempre più ampio tra nascite e decessi: nel 2025 si sono registrati 11.872 nuovi nati a fronte di 20.276 decessi. Dall’altro lato pesa il saldo migratorio interno verso altre regioni italiane. Nonostante i 30.948 ingressi da comuni fuori regione, le partenze dalla Calabria sono state 37.914, generando un vuoto di 6.966 persone. L’incrocio di questi dati descrive un territorio che fatica sia a generare ricambio generazionale sia a trattenere i propri abitanti.

La geografia dello spopolamento nelle province calabresi

L’arretramento non risparmia nessuna area del territorio, coinvolgendo sia le zone interne sia i centri più urbanizzati. La provincia di Cosenza segna il calo più consistente con 2.401 residenti in meno, seguita da Reggio Calabria con una perdita di 2.366 abitanti. Anche l’area di Catanzaro registra una flessione di 1.581 unità, un dato significativo poiché coinvolge il polo amministrativo e dei servizi della regione. Completano il quadro Vibo Valentia, con 588 residenti in meno, e Crotone, che perde 133 abitanti.

Il confronto nazionale e le fragilità del sistema

Nel panorama italiano, la Calabria si posiziona tra le regioni con le performance peggiori. Con una contrazione dello 0,38%, il territorio calabrese occupa il quarto posto per calo demografico, preceduto soltanto da Basilicata (-0,89%), Molise (-0,65%) e Sardegna (-0,50%). Secondo le valutazioni dell’Osservatorio, questa dinamica è alimentata da una combinazione di fattori economici e sociali: la scarsità di sbocchi occupazionali, la frammentazione del territorio e l’incremento del costo della vita agiscono come propulsori per l’allontanamento, specialmente delle fasce più giovani. Senza interventi strutturali su lavoro e servizi, il rischio concreto è quello di uno svuotamento che comprometterà la tenuta sociale ed economica dell’intera regione.