Nel cuore della Sila Piccola catanzarese prende vita una nuova iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio calabrese. Si tratta di Ecoritmi culturali, un festival promosso dall’associazione Demetra che trasformerà il paesaggio montano in un palcoscenico a cielo aperto. Il progetto, sostenuto dalla Regione Calabria e realizzato in collaborazione con Coldiretti, associazione Kirone e Destinazione Sila, si propone di mescolare arti performative e tradizioni antiche in un’ottica di turismo sostenibile e partecipativo.
Il festival si articolerà in tre weekend tematici, durante i quali i boschi diventeranno lo scenario per spettacoli creati su misura per l’ambiente naturale. Il programma spazia dai laboratori intergenerazionali per la costruzione di maschere apotropaiche e burattini, fino ai cammini sonori ispirati al pensiero di Gioacchino da Fiore. L’obiettivo principale è tramandare i saperi artigianali del territorio e stimolare una connessione profonda tra i visitatori e l’ecosistema circostante, proprio nel momento in cui la natura silana si prepara al suo risveglio primaverile.

Un programma tra musica, arte e sostenibilità
Gli appuntamenti principali vedranno protagonisti artisti di rilievo che esploreranno il legame tra radici e innovazione. Tra i momenti più attesi figurano il concerto del chitarrista Daniele Fabio, le sonorità popolari di Paolo Presta e Federica Greco e le performance dei burattini curate da Angelo Gallo. L’atmosfera sarà arricchita dalle voci bianche del teatro Rendano di Cosenza e si concluderà con il teatro-canzone del musicista e antropologo Ettore Castagna. Ogni fase dell’evento sarà gestita con pratiche ecocompatibili, riducendo l’impatto ambientale attraverso l’uso di materiali naturali e una comunicazione esclusivamente digitale.
Matteo Talarico, presidente dell’associazione Demetra, sottolinea come il festival miri a consolidare un modello di offerta turistica fondato sull’autenticità e sulla partecipazione attiva, puntando a destagionalizzare i flussi turistici in Calabria. La sinergia tra cultura e natura diventa così uno strumento per rafforzare l’identità regionale e offrire un’esperienza profonda a chiunque deciderà di immergersi nei ritmi lenti della Sila.



