Domenica prossima la Chiesa universale celebrerà la Festa della Divina Misericordia, una ricorrenza istituita da san Giovanni Paolo II e profondamente legata alla testimonianza spirituale di santa Faustina Kowalska. Definita l’apostola della Misericordia, la santa polacca ha lasciato un’eredità che invita a riscoprire il cuore di Cristo come sorgente di speranza e rinnovamento interiore.
Un volume tra storia e sensibilità pastorale
In concomitanza con questa celebrazione, le Edizioni San Paolo hanno pubblicato il volume intitolato Santa Faustina Kowalska. Una questione di cuore, scritto dai giornalisti e autori calabresi Enzo Gabrieli e Raffaele Iaria. L’opera si propone come una guida completa per approfondire la figura della religiosa, il suo celebre Diario e il messaggio che ha segnato la cristianità contemporanea.
Il testo è arricchito dalla prefazione di padre Renato Colizzi, direttore nazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, e include una testimonianza di Claudia Koll. Gli autori analizzano inoltre il magistero di san Giovanni Paolo II e di Papa Francesco, sottolineando come quest’ultimo, nell’enciclica Dilexit Nos, abbia posto la riflessione sul mistero del Cuore di Cristo al centro del suo insegnamento.
L’attualità del messaggio della Misericordia
Il lavoro di Gabrieli e Iaria unisce il rigore della ricerca storica a una profonda attenzione pastorale. Enzo Gabrieli, sacerdote e saggista, vanta una consolidata esperienza in studi sulla spiritualità cristiana, mentre Raffaele Iaria, redattore dell’Agenzia Sir, ha al suo attivo numerose biografie di figure centrali della Chiesa e ricerche su culti locali e miracoli eucaristici.
Il messaggio della Divina Misericordia viene presentato come un cammino necessario in un’epoca segnata da incertezze e solitudini. Come evidenziato dagli autori nel testo, si tratta di una devozione che ha attraversato il tempo, toccando il cuore di milioni di fedeli. Il libro si offre dunque come uno strumento per comprendere e vivere questa spiritualità non solo come un esercizio individuale, ma come un’esperienza comunitaria di consolazione.



