L’indagine sui decessi sospetti avvenuti durante i trasporti sanitari in Romagna ha raggiunto una svolta significativa con l’arresto di Luca Spada, 27 anni.
L’uomo, ex autista soccorritore, si trova ora in custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario. L’attività investigativa, condotta dai carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore Enrico Cieri, si è concentrata su una serie di episodi che hanno coinvolto pazienti fragili durante il tragitto verso le strutture ospedaliere.
Le accuse e il quadro investigativo
Al centro del provvedimento restrittivo vi è attualmente il decesso di una donna di 85 anni, avvenuto lo scorso 25 novembre al termine di un trasporto in ambulanza. Gli inquirenti stanno tuttavia esaminando altri sei casi di morti sospette per verificare il possibile coinvolgimento dell’indagato. Spada, che prestava servizio presso il Comitato della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, era già stato sospeso cautelativamente dall’associazione non appena erano emersi i primi elementi dell’inchiesta, cessando ogni attività operativa sul campo.
I dettagli tecnici che hanno portato alla misura cautelare e gli elementi raccolti finora dalla Procura di Forlì verranno resi noti ufficialmente lunedì 13 aprile, nel corso di una conferenza stampa indetta presso il tribunale cittadino. L’incontro servirà a fare luce sulla natura delle prove raccolte e sullo stato delle indagini riguardanti gli altri decessi al vaglio dei magistrati.
Le reazioni dei legali e della Croce Rossa Italiana
La notizia dell’arresto ha trovato immediato riscontro nelle dichiarazioni dei legali che assistono i parenti di due delle presunte vittime. L’avvocato Max Starni, che segue il caso insieme al collega Antonio Mambelli, ha commentato l’evoluzione della vicenda sottolineando la precisione del lavoro svolto dalla Procura. «Siamo appena stati informati dell’arresto di Luca Spada nell’ambito dell’indagine sugli omicidi in ambulanza, naturale epilogo di una indagine condotta dalla Procura di Forlì con grande precisione. Ci aspettavamo questo esito», ha dichiarato Starni all’ANSA.
Parallelamente, la Croce Rossa Italiana ha espresso la propria posizione attraverso una nota ufficiale, manifestando piena collaborazione con l’autorità giudiziaria. L’Associazione ha ribadito il profondo cordoglio per le famiglie coinvolte, evidenziando come le condotte ipotizzate siano in totale antitesi con i principi dell’organizzazione. «I fatti gravi oggetto delle indagini della Procura sono in assoluto contrasto con i valori e la missione della Cri, in Italia e nel mondo», ha precisato l’ente, ricordando l’impegno quotidiano dei propri volontari a supporto della popolazione.



