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Marano Marchesato, l’Affare 5G: progresso necessario o minaccia evitabile?

A Marano Marchesato non è soltanto una controversia amministrativa a tenere banco, ma un confronto più profondo sul rapporto tra tecnologia, etica e tutela delle comunità locali. Il progetto di installazione di un ripetitore 5G alto 35 metri, promosso da INWIT, ha infatti acceso un dibattito che va ben oltre i confini del paese, toccando temi come la sicurezza, la trasparenza e il diritto dei cittadini a un ambiente urbano equilibrato.

Il sito individuato per l’impianto si trova a ridosso di numerose abitazioni e a pochi passi dalla Parrocchia di Maria SS. del Carmine. Una collocazione che ha immediatamente sollevato perplessità e timori, alimentando la nascita del comitato “Marano NO 5G”, che da mesi chiede chiarimenti, alternative e un confronto più ampio sulle scelte infrastrutturali. La vicenda si inserisce in un contesto più ampio: proprio nei giorni scorsi, un comune della stessa provincia ha ottenuto il ritiro di INWIT da un contenzioso relativo alla costruzione di un traliccio da 18 metri nel territorio di Domanico. Un precedente che ha rafforzato la determinazione dei cittadini maranesi.

Nella mattinata di venerdì 10 aprile 2026, l’emittente Teleuropa Network (TEN) ha raggiunto il sito contestato per documentare la protesta, raccogliere testimonianze e approfondire le criticità segnalate dal comitato. Presenti anche figure istituzionali e professionisti che stanno affiancando i cittadini nel percorso legale e informativo. Tra questi, il consigliere regionale Ferdinando Laghi, intervenuto sugli aspetti legati all’impatto ambientale e sanitario, e l’avvocato Dario Sammarro, docente universitario ed esperto di diritto amministrativo, che rappresenterà il comitato nelle sedi competenti.

Accanto ai cittadini erano presenti anche i candidati alla carica di sindaco per le prossime amministrative di maggio — Giovanni Tenuta (“La tua Marano”), Eduardo Vivacqua (“Uniti per Marano”) e Agostino Napoli (“Marano adesso”) — tutti schierati a sostegno della richiesta di maggiore tutela per il territorio. Nonostante il Decreto Semplificazioni limiti fortemente il potere dei sindaci in materia di infrastrutture per telecomunicazioni, il Commissario Prefettizio che guida attualmente il Comune ha scelto di sostenere le istanze della popolazione. Una decisione motivata non solo da considerazioni etiche, ma anche da valutazioni tecniche.

L’Amministrazione aveva infatti proposto a INWIT diverse alternative logistiche ritenute più idonee, capaci di garantire un’efficienza tecnologica elevata senza gravare sul centro abitato. Secondo una perizia tecnica di parte, inoltre, il terreno scelto dalla società presenterebbe criticità di natura idrogeologica, elemento che ha ulteriormente alimentato dubbi. La vicenda solleva interrogativi che toccano il cuore del rapporto tra innovazione e qualità della vita:  fino a che punto è accettabile sacrificare la serenità di una comunità in nome del progresso tecnologico?  E soprattutto: chi deve garantire che lo sviluppo avvenga nel rispetto del territorio e delle persone che lo abitano?

Per i cittadini di Marano Marchesato, la questione non riguarda la tecnologia in sé, ma il modo in cui essa viene calata nei contesti locali. Il principio di precauzione, ricordano, dovrebbe guidare ogni scelta che incide sulla salute pubblica e sull’equilibrio urbanistico. La comunità attende ora sviluppi, non solo sul piano legale ma anche su quello del dialogo istituzionale. Il servizio realizzato da TEN andrà in onda oggi alle 13:30 su Tenlive nella sua versione estesa, e alle 14:30 nel TG TEN in forma ridotta, offrendo un ulteriore spazio di approfondimento su una vicenda che continua a interrogare cittadini e amministratori.

Marano Marchesato chiede chiarezza, ascolto e soluzioni che tengano insieme innovazione e rispetto del territorio. Una sfida che riguarda non solo un traliccio, ma il modello di sviluppo che le comunità locali intendono costruire per il proprio futuro.