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Botti illegali e sicurezza: il CoGePir garantisce tracciabilità e distruzione del materiale sequestrato

Un’operazione lampo della Polizia di Stato ha sventato un potenziale pericolo pubblico nelle campagne di Rizziconi, dove, all’interno di un casolare isolato, era stato stoccato un ingente quantitativo di materiale esplodente tra attrezzi agricoli e carburante. Il blitz, condotto dal Commissariato di Gioia Tauro, ha portato al sequestro di circa 500 kg di materiali pericolosi e ad un arresto.

Tuttavia, il sequestro è solo la prima fase di un protocollo rigoroso: una volta rimossi dal mercato illegale, questi materiali passano sotto la gestione del CoGePir, l’ente nazionale incaricato di garantirne la neutralizzazione in totale sicurezza.

Dal sequestro alla distruzione: il ruolo del CoGePir

Il materiale pirotecnico sequestrato – che comprendeva bombe carta, mortai e fuochi d’artificio illegali – viene ora gestito dal CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici). Si tratta del sistema collettivo nazionale senza fini di lucro che rappresenta l’unico interlocutore ufficiale per la corretta gestione di questi particolari rifiuti.

Il ruolo del Consorzio è stato recentemente rafforzato dal DM del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 32 del 2 febbraio 2026, che lo ha riconosciuto ufficialmente come soggetto di diritto privato facente funzione pubblica. In Italia, il CoGePir è l’ente che si occupa dell’intera filiera (raccolta, recupero, riciclo e smaltimento) di tutti gli articoli pirotecnici – siano essi da segnalazione, soccorso, sicurezza o spettacolo – nel momento in cui diventano “rifiuti esplodenti”.

Quando un prodotto diventa rifiuto esplodente?

Come nel caso di Rizziconi, il materiale diventa un rifiuto speciale pericoloso a seguito del sequestro da parte delle Forze di Pubblica Sicurezza e del successivo ordine di distruzione emesso dall’Autorità Giudiziaria. Il CoGePir interviene anche in caso di scadenza naturale dei prodotti, garantendo che non restino in circolazione articoli potenzialmente instabili.

Sicurezza collettiva e tutela ambientale

L’intervento del CoGePir è cruciale per chiudere il ciclo in modo sicuro e conforme alla legge. “La gestione dei rifiuti pirotecnici è prima di tutto una questione di sicurezza collettiva”, ha ribadito il Direttore Generale Piervittorio Trebucchi. Il Consorzio assicura infatti la tracciabilità dei flussi e il trasporto protetto verso impianti autorizzati, eliminando il rischio di incidenti e riducendo l’impatto ambientale derivante da smaltimenti impropri.

Il bilancio dell’operazione

L’arrestato, trasferito presso la Casa Circondariale di Palmi, dovrà rispondere di detenzione abusiva di materiale esplodente. Grazie all’azione congiunta tra la Polizia di Stato e il sistema consortile, non solo è stata repressa un’attività illecita, ma è stata garantita alla cittadinanza una gestione tecnica impeccabile di un carico che avrebbe potuto causare conseguenze disastrose per l’intera Piana di Gioia Tauro.