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Un ettaro di bosco distrutto, eucalipti secolari spacciati per ceduo: tre denunce a Vibo

Un intero ettaro di foresta è stato raso al suolo nella frazione Marina di Vibo Valentia in assenza delle autorizzazioni necessarie e con l’ausilio di una documentazione tecnica che non rispecchiava lo stato reale dei luoghi. La scoperta è avvenuta a seguito di un’attività di indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Vibo Valentia, che ha fatto luce su un intervento pesantemente difforme dalle norme vigenti in materia di tutela ambientale e paesaggistica.

L’operazione si è conclusa con il deferimento di tre persone alla Procura della Repubblica. Le accuse riguardano l’autorizzazione e l’esecuzione di un disboscamento che ha violato i vincoli di protezione del territorio.

Il meccanismo dell’illecito: la falsa classificazione del soprassuolo

Il cuore dell’indagine riguarda la descrizione dello stato dei luoghi presentata negli atti progettuali, risultata radicalmente diversa dalla realtà riscontrata sul campo dai militari. Nel progetto, il bosco era stato dichiarato come “governato a ceduo”, una tipologia di gestione che consente modalità di taglio più agevoli.

Tuttavia, gli accertamenti dei Carabinieri Forestali hanno rivelato che l’area era in realtà costituita da esemplari di eucalipto ad alto fusto. Si trattava di piante che raggiungevano i 30 metri di altezza e diametri fino a 150 centimetri. Tale falsa classificazione ha rappresentato lo strumento per procedere con un taglio raso, pratica che il regolamento forestale regionale vieta espressamente per i boschi ad alto fusto.

Violazione del vincolo paesaggistico e assenza di nulla osta

Oltre alla natura del bosco, è stata riscontrata la totale mancanza dell’autorizzazione paesaggistica. Per gli interventi di utilizzazione boschiva su piante ad alto fusto è infatti richiesto un nulla osta preventivo rilasciato dal settore regionale competente. Tale autorizzazione è obbligatoria e, per legge, non potrebbe mai prevedere l’abbattimento totale della copertura arborea su un’intera area, poiché l’obiettivo primario della norma è garantire la conservazione e la rigenerazione del patrimonio forestale. L’intervento a Vibo Marina ha invece eliminato completamente il verde su una superficie di circa 10.000 metri quadrati.

Responsabilità e sanzioni amministrative

Le indagini hanno permesso di risalire all’intera filiera decisionale e operativa coinvolta nell’illecito. Sono stati deferiti all’autorità giudiziaria il committente dell’opera, il rappresentante legale della ditta esecutrice del taglio e il tecnico responsabile della redazione del progetto.

Al risvolto penale si aggiunge quello economico. Per il committente e l’impresa esecutrice sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 4.800 euro. L’operazione conferma l’attenzione delle autorità verso le irregolarità nella gestione del territorio e la tutela dei vincoli ambientali.