La cementificazione e il degrado dei terreni fertili cancellano ogni anno cibo per un valore di 1,2 miliardi di euro. Questa perdita compromette la sovranità alimentare italiana in un contesto già reso fragile dalle tensioni internazionali e dall’aumento dei costi di produzione, dai fertilizzanti al gasolio. La denuncia arriva da Coldiretti, su dati Ispra, in occasione della Giornata mondiale della Terra.
I censimenti agricoli condotti tra il 2000 e il 2020 evidenziano una riduzione della superficie agraria complessiva, passata da 18,8 a 16,1 milioni di ettari. Il saldo negativo di 2,7 milioni di ettari riflette un trend che mina la tutela del territorio e aggrava i rischi idrogeologici, amplificando gli effetti dei cambiamenti climatici e dei fenomeni meteorologici estremi. Secondo l’ultimo rapporto Ispra 2025, il fenomeno prosegue con quasi 84 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali, segnando un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Cantieri e impianti fotovoltaici figurano tra i principali responsabili di questa trasformazione.
La fragilità del territorio in Calabria
In Calabria la sottrazione di suolo ha riguardato 231 ettari in un solo anno, equivalenti a oltre 2,3 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali. Questa superficie corrisponde a circa 324 campi da calcio o all’intera estensione del comune di Piane Crati. Tra il 2000 e il 2020 la superficie agricola regionale è diminuita di circa 17.000 ettari, pari al 3% dei 540.000 ettari totali.
Sebbene la regione si collochi sotto la media nazionale in termini assoluti, il dato rimane allarmante a causa della fragilità intrinseca del territorio. Ogni metro quadrato sottratto alle aree naturali aggrava il dissesto e l’impermeabilizzazione. L’avanzata delle aree urbanizzate impedisce infatti l’infiltrazione delle acque piovane, che defluiscono in superficie alimentando alluvioni e frane. Oltre il 90% dei comuni italiani è oggi esposto a pericoli idrogeologici, un quadro reso critico da precipitazioni intense e anomalie stagionali sempre più frequenti. In Calabria il consumo di suolo si concentra maggiormente nelle aree costiere, lungo gli assi infrastrutturali e nelle zone periurbane.
Strategie per la tutela e il recupero del verde
La protezione del patrimonio agricolo e dei suoli produttivi è considerata una priorità per valorizzare il contributo delle aziende rurali nelle aree interne. Coldiretti sottolinea l’urgenza di approvare la legge sul consumo di suolo, attualmente ferma in Parlamento, per dotare il Paese di uno strumento normativo all’avanguardia nella tutela del territorio.
L’intervento deve interessare anche i centri urbani, dove il verde copre mediamente solo il 3% delle superfici comunali. La piantumazione di nuovi alberi nelle città è ritenuta essenziale per diverse ragioni: la cattura della CO2, la purificazione dell’aria, la promozione della biodiversità e l’abbassamento delle temperature urbane. Un cambio di rotta nelle amministrazioni pubbliche appare necessario per garantire spazi che favoriscano la salute fisica e psicologica della popolazione.



