Il Parco del Cavallo di Sibari si prepara ad accogliere nuovamente i visitatori sabato 25 aprile. La riapertura avviene dopo due mesi di intensi lavori di ripristino necessari per fronteggiare l’emergenza causata da fango e acqua che aveva colpito l’area.
La scelta della data coincide con la Festa della Liberazione, un momento dal forte valore simbolico che segna la ripartenza di uno dei siti più significativi del patrimonio archeologico della Calabria. Per l’occasione, l’ingresso sarà gratuito per l’intera giornata e sono previste due passeggiate archeologiche guidate.
Filippo Demma, direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, ha sottolineato la rapidità dell’intervento e l’importanza del risultato ottenuto in tempi brevi. «Una specie di… liberazione. Dopo due mesi di sforzi incessanti, rispondiamo con i fatti restituendo la bellezza della storia ai cittadini», ha dichiarato Demma, evidenziando come l’attuale gestione abbia voluto imprimere un cambio di passo rispetto al passato. Nel 2013, infatti, un’alluvione simile causò la chiusura del sito per tre anni, mentre oggi la riapertura avviene in sole otto settimane.
La sicurezza del patrimonio e il lavoro di ripristino
Un punto centrale toccato dalla direzione riguarda l’integrità dei reperti archeologici. Demma ha voluto rassicurare l’opinione pubblica in merito alla conservazione dei beni conservati nel sito, smentendo i timori sollevati durante la fase critica dell’emergenza. «È fondamentale rassicurare tutti: i reperti non sono mai stati in pericolo. Il fango non ha mai raggiunto i depositi e ogni oggetto antico è sempre rimasto in completa sicurezza», ha affermato il direttore.
L’operazione di pulizia e monitoraggio ha coinvolto decine di operatori che hanno lavorato per superare le difficoltà tecniche, inclusi guasti elettrici e fenomeni di risalita della falda acquifera. La direzione ha ribadito la volontà di rispondere alle polemiche con la concretezza dei risultati e la trasparenza delle procedure adottate per la tutela di un bene collettivo.
Le sfide aperte nell’area di Casabianca
Nonostante il ritorno alla fruizione del Parco del Cavallo, permangono alcune criticità nell’area di Casabianca. In questa zona, l’impianto Wellpoint, fondamentale per regolare il livello della falda, è stato distrutto dall’alluvione. «La falda continua a restituire acqua perché l’impianto Wellpoint, che dovrebbe mantenerne il livello al di sotto del suolo, è stato completamente distrutto dall’alluvione», ha spiegato Demma, aggiungendo che l’area viene svuotata ciclicamente tramite l’ausilio di pompe idrovore in attesa di nuove soluzioni tecniche.
Il direttore ha inoltre chiarito che il ritardo nel prosciugamento completo di Casabianca non è legato a questioni finanziarie, poiché i fondi necessari sono già stati stanziati dal Ministero della Cultura. La problematica risiede invece nel ritardo delle forniture industriali pesanti, condizionate dall’attuale contesto internazionale. L’installazione dei nuovi impianti è prevista entro la fine del mese.
Programma della giornata e prospettive future
Per la giornata di sabato 25 aprile, l’area archeologica resterà aperta dalle 9:00 alle 19:00. Il personale del Ministero della Cultura guiderà il pubblico attraverso i resti dell’antica Sibari con due appuntamenti fissati alle 11:00 e alle 16:00. L’iniziativa mira a ristabilire il legame tra la cittadinanza e il parco, riaffermando il ruolo centrale della cultura nel territorio.
La riapertura rappresenta un segnale di resilienza per l’intero sistema museale calabrese. «Torniamo dopo soli due mesi di chiusura forzata, dimostrando che la cultura è un motore che non si ferma mai e che il nostro unico obiettivo rimane la tutela e la valorizzazione del patrimonio. Invitiamo tutti a essere con noi sabato prossimo: per onorare il nostro passato e per guardare insieme a un futuro di rinascita, con radici finalmente asciutte e solide», ha concluso il direttore.



