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Sparatoria in piazza a Cosenza, eseguita una seconda misura cautelare in carcere

Nella mattinata del 11 giugno 2026, a Cosenza, il personale della Squadra Mobile della Questura di Cosenza, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza, ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Cosenza nei confronti di un soggetto, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine ai delitti di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. I fatti contestati risalgono al tardo pomeriggio del 15 maggio scorso, quando si è verificata una sparatoria in una piazza della città.

Il provvedimento segue un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei giorni scorsi dal medesimo Giudice per le Indagini Preliminari, sempre su richiesta della Procura, nei confronti di un altro soggetto. Quest’ultimo era stato precedentemente sottoposto a fermo di indiziato di delitto per la ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza relativi ai reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco in occasione della medesima vicenda.

La ricostruzione del conflitto a fuoco reciproco

Entrambe le misure cautelari si riferiscono alla sparatoria avvenuta nel tardo pomeriggio del 15 maggio scorso in una piazza cittadina. Gli approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura di Cosenza e delegati alla Squadra Mobile, si sono sviluppati attraverso un’articolata e serrata attività di indagine. Le operazioni hanno compreso mirati controlli sul territorio e l’acquisizione e la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

L’attività investigativa ha permesso, nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, di ricostruire l’evento. Allo stato attuale, sul piano cautelare, la vicenda ha visto coinvolte due persone nell’utilizzo di armi da fuoco, con colpi che sarebbero stati esplosi reciprocamente ad altezza d’uomo. Gli elementi raccolti hanno consentito di individuare, sul piano della gravità indiziaria, i presunti autori del fatto. Il procedimento, per le fattispecie di reato ipotizzate, si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.