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Tragedia di Catanzaro, il primario del Gaslini: “Maria Luce è stabile, ora massima attenzione al recupero”

La comunità di Catanzaro e l’intero Paese restano con il fiato sospeso per le condizioni di Maria Luce, la bambina di quasi sei anni unica sopravvissuta al drammatico gesto della madre, che si è lanciata nel vuoto insieme ai suoi tre figli.

Mentre la città si stringe nel dolore per la perdita della donna e dei due bambini più piccoli, di soli 4 anni e 4 mesi, l’attenzione è ora rivolta all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove la piccola è stata trasferita d’urgenza nella serata di ieri. Accanto a lei è presente il padre, che sta affrontando il peso di una tragedia familiare immensa.

Il bollettino medico e le cure neurologiche

Le condizioni della bambina rimangono estremamente delicate, ma il trasferimento nel capoluogo ligure è stato deciso per garantirle l’accesso alle migliori tecnologie di monitoraggio e cura, con un focus specifico sul recupero delle funzioni neurologiche. Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento emergenza e terapia intensiva del Gaslini, ha spiegato che la struttura sta mettendo in campo le massime potenzialità cliniche. Secondo il medico, in questa fase è fondamentale mantenere condizioni di stabilità ottimali per favorire il recupero, un obiettivo che l’equipe sanitaria sta perseguendo con monitoraggi sofisticati. Al momento, la prognosi rimane riservata e i medici preferiscono non sbilanciarsi in previsioni a lungo termine.

La gestione dell’emergenza e la collaborazione tra regioni

Il trasferimento di Maria Luce è stato il risultato di una complessa operazione di soccorso che ha visto la collaborazione tra le strutture sanitarie calabresi e l’Aeronautica Militare. L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò ha confermato che il lavoro di stabilizzazione della paziente effettuato nel capoluogo calabrese è stato determinante per permettere il volo verso Genova. La Regione Calabria ha mantenuto un contatto costante con il Gaslini e con le autorità liguri, assicurando che ogni passaggio terapeutico fosse coordinato con la massima precisione.

Il monito sulla depressione post partum

Oltre agli aggiornamenti clinici, la vicenda ha riacceso il dibattito sulla fragilità psichica e sulla prevenzione del disagio materno. Andrea Moscatelli ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla depressione post partum, definendola un problema dai segnali spesso sottili e difficili da intercettare, anche all’interno di contesti familiari apparentemente solidi e uniti. Sebbene le motivazioni esatte del gesto restino oggetto di riflessione, il richiamo degli esperti è volto a non sottovalutare mai alcun sintomo di malessere, poiché la prevenzione rimane l’unico strumento per evitare che simili drammi possano ripetersi. Intanto, a Catanzaro è il giorno del dolore e dell’attesa, con l’esecuzione dell’autopsia disposta sui corpi delle vittime.