L’associazione culturale informale Amici della Calabria, attiva dal maggio 1999 con base logistica presso il ristorante Il Grottino di Isernia, prosegue la sua opera di valorizzazione dei rapporti umani e culturali tra i calabresi residenti fuori dai confini regionali e i cittadini che li ospitano. Sotto la guida di Raffaele Froio, originario di Stalettì e figura di riferimento della comunità a Isernia, il sodalizio ha consolidato negli anni una rete di solidarietà e amicizia che oggi trova una nuova forma di espressione ufficiale.
In collaborazione con l’Università delle Generazioni di Agnone, è stato istituito l’Attestato di Calabrese onorario. Questo riconoscimento nasce con l’intento di premiare chi, pur non avendo origini calabresi, ha manifestato nel tempo un legame profondo e sincero con la Calabria, promuovendone l’immagine, la cultura o le tradizioni. Tra le prime figure a ricevere storicamente tale titolo si ricorda la giornalista Doretta Mite Coloccia, che attraverso il suo salotto televisivo ha dato voce a numerose personalità calabresi d’eccellenza.
I premiati dell’edizione 2026
Per l’anno in corso, la commissione coordinata dal promotore Domenico Lanciano ha individuato cinque profili che si sono distinti per il loro attaccamento alla regione. Tra i molisani figurano i coniugi Guido Mancini e Maria Luciana Porrone, docenti in pensione residenti a Poggio Sannita. La loro sensibilità verso la storia millenaria della Calabria, terra che ha dato il nome all’Italia oltre tremila anni fa, è stata suggellata da un componimento poetico in forma di serenata scritto da Guido Mancini e dedicato proprio alle bellezze regionali.
Il riconoscimento è stato assegnato anche a Luca Marcovecchio, maresciallo capo dei Carabinieri di stanza ad Agnone. Durante gli otto anni di servizio prestati in territorio calabrese, Marcovecchio ha sviluppato un legame indissolubile con il paesaggio e la comunità locale, al punto da mantenere una frequentazione costante con i luoghi che lo hanno ospitato professionalmente. Insieme a lui, è stato premiato Giuseppe Ingratta, ingegnere informatico originario di Villacanale e attivo professionalmente a Roma, il quale ha unito la passione sportiva per il Catanzaro Calcio all’apprezzamento per la tradizione gastronomica calabrese.
La filosofia e la cultura calabrese nel Veneto
L’attestato del 2026 valica i confini del centro-sud per giungere fino in Veneto, dove è stato conferito al filosofo Giancarlo Calciolari. La sua vicinanza alla Calabria nasce da un percorso intellettuale e professionale legato alla figura di Armando Verdiglione, filosofo nativo di Caulonia. Calciolari, dopo essere stato allievo e collaboratore di Verdiglione, è oggi un attivo divulgatore delle radici socio-culturali che hanno influenzato il pensiero del suo maestro, contribuendo a diffondere la profondità del pensiero calabrese in contesti accademici e culturali nazionali.
Le pergamene, consegnate ufficialmente da Domenico Lanciano, rappresentano un ponte simbolico che continua a unire l’identità calabrese con il resto della penisola, trasformando l’appartenenza territoriale in un valore condiviso che supera i confini geografici.



