In occasione della Festa dei Lavoratori, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha richiamato l’attenzione sul valore giuridico del lavoro come diritto fondamentale.
L’articolo 1 della Costituzione italiana pone il lavoro alla base della Repubblica, mentre gli articoli 4, 35 e 41 ne definiscono la protezione, vincolando l’iniziativa economica al rispetto della sicurezza, della libertà e della dignità umana. In questo contesto, la sicurezza non è un accessorio, ma un principio inderogabile codificato dal decreto legislativo 81/2008.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha richiamato la necessità di un’applicazione effettiva delle norme, definendo le morti sul lavoro un “tributo inaccettabile”.
La criticità dei percorsi PCTO e la sicurezza degli studenti
La questione della tutela diventa centrale nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO). Gli studenti impegnati in queste attività sono equiparati ai lavoratori per quanto riguarda la salute e la sicurezza. Tuttavia, le tragiche morti di Lorenzo Parelli, Giuliano De Seta e Giuseppe Lenoci hanno evidenziato gravi criticità nel sistema di prevenzione. I dati del 2025 riportano circa 1.889 denunce di infortunio legate ai PCTO, con nuovi eventi lesivi registrati nei primi mesi del 2026. Questi numeri impongono una riflessione sulla governance dei percorsi formativi e sull’efficacia dei sistemi di vigilanza e tracciabilità delle responsabilità.
Il ruolo strategico della scuola e l’innovazione tecnologica
La scuola ha il compito di trasformare l’educazione alla sicurezza in un pilastro della formazione civica. Non si tratta di un adempimento formale, ma della costruzione di una consapevolezza critica che permetta agli studenti di rifiutare condizioni lavorative non conformi. In questo processo, l’innovazione tecnologica offre strumenti preziosi come ambienti immersivi e simulazioni digitali, capaci di riprodurre scenari complessi in totale sicurezza. Queste tecnologie devono però essere integrate in un progetto pedagogico solido, mirato alla creazione di una coscienza giuridica e non solo alla trasmissione di nozioni tecniche.
Verso una legalità sostanziale e una cultura della prevenzione
Per superare la logica dell’emergenza è necessario un ripensamento del rapporto tra formazione e lavoro. La distanza tra legalità formale e sostanziale resta un ostacolo: la sola esistenza di norme avanzate non garantisce la riduzione del rischio senza una reale assunzione di responsabilità sociale. Celebrare il Primo maggio significa dunque riaffermare che il diritto al lavoro è inscindibile dal diritto alla sicurezza. L’obiettivo comune deve essere quello di garantire che nessun percorso formativo possa compromettere l’integrità fisica o la vita della persona, rendendo il lavoro pienamente conforme ai principi di giustizia sanciti dalla Costituzione.



