La sanità calabrese continua a mostrare criticità profonde che colpiscono direttamente i cittadini e l’efficienza dei servizi territoriali. Il caso della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale rappresenta un esempio emblematico di come l’assenza di coordinamento gestionale possa vanificare anche gli investimenti in nuove tecnologie. All’interno della struttura, punto di riferimento per un bacino d’utenza che si estende dalla provincia di Catanzaro fino ai territori dell’Aspromonte, si registrano situazioni che ostacolano il normale svolgimento delle attività mediche.
Il nodo dei referti digitali e la mancanza di materiali
Uno dei problemi principali riguarda il nuovo macchinario per le radiografie. Nonostante l’arrivo di una tecnologia di ultima generazione progettata per la refertazione su supporti digitali, non è stato ancora predisposto il relativo sistema di stampa. Questa mancanza costringe il personale a ricorrere alle tradizionali pellicole per garantire il servizio. Si genera così un corto circuito burocratico: la Direzione dell’Asp sollecita l’uso del digitale, ma non fornisce gli strumenti necessari per attuarlo, lasciando i medici in una posizione di oggettiva difficoltà operativa.
La situazione non migliora nel reparto dedicato alla MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). Anche in questo ufficio è presente un macchinario nuovo che risulta parzialmente inutilizzabile a causa della mancanza delle cartucce per la stampante dedicata. Per far fronte alle decine di referti in giacenza, necessari per il proseguimento delle cure dei pazienti, il personale sanitario ha dovuto recuperare autonomamente una vecchia stampante in disuso, lavorando oltre l’orario ordinario per smaltire l’arretrato.
Carenze gestionali e criticità del territorio
Questi episodi mettono in luce una gestione che sembra procedere per compartimenti stagni, dove l’acquisto di grandi macchinari non è supportato da una pianificazione logistica e amministrativa coerente. La Diagnostica per immagini di Chiaravalle eroga migliaia di prestazioni ogni anno e la carenza di materiali di consumo o di sistemi integrati di stampa rallenta un servizio essenziale per migliaia di persone.
Secondo quanto dichiarato da Ernesto Alecci, che ha effettuato un sopralluogo nella struttura, l’incapacità gestionale della Direzione dell’Asp rallenta un servizio che non riesce a fornire risposte adeguate, nonostante l’impegno dei lavoratori. Alecci ha sottolineato come la propaganda sui grandi ospedali si scontri con una realtà territoriale dove mancano anche le forniture più basilari, affermando che purtroppo la sanità calabrese continua a sorprendere in negativo e che non serve lanciare proclami quando non si riesce a gestire l’intero sistema sanitario.



