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Cosenza tra l’entusiasmo del Giro d’Italia e l’abbandono della villetta Demetrio Crea

Mentre la città si prepara a indossare l’abito delle grandi occasioni per il passaggio del Giro d’Italia, con strade asfaltate a tempo di record e decoro urbano curato lungo il percorso dei ciclisti, a pochi metri dalle arterie principali la realtà quotidiana dei quartieri racconta una storia diversa.

In via Costantino Mortati, la villetta comunale Demetrio Crea resta prigioniera di un degrado che sembra non conoscere fine, offrendo un contrasto stridente con l’immagine di efficienza che l’amministrazione si sforza di proiettare per le telecamere nazionali.

Un parco giochi tra erbacce e rifiuti

Le condizioni in cui versa lo spazio pubblico sono evidenti. Erbacce alte e incolte hanno ormai invaso non solo le aiuole, ma anche i marciapiedi e le aree immediatamente adiacenti ai giochi destinati ai più piccoli. I cestini della spazzatura, colmi oltre il limite, emanano odori sgradevoli che rendono difficile la sosta sulle panchine, trasformando quello che dovrebbe essere un luogo di relax in un punto di transito rapido per evitare il cattivo odore. La situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza costante di escrementi canini lungo i percorsi pedonali, un segno tangibile di una manutenzione ordinaria che appare assente da settimane.

Il paradosso dei grandi eventi

La polemica tra i residenti cresce di pari passo con i preparativi per la storica corsa ciclistica. Molti cittadini si chiedono come sia possibile mobilitare risorse e operai per rendere impeccabile il manto stradale interessato dalla carovana rosa, ignorando contemporaneamente le richieste di intervento per i luoghi vissuti quotidianamente dalle famiglie. I bambini continuano a frequentare la villetta e a correre tra le altalene, ma lo fanno in un contesto che molti definiscono indecoroso e potenzialmente poco sicuro sotto il profilo igienico.

La richiesta di interventi immediati

Le famiglie della zona chiedono che l’attenzione dedicata ai grandi eventi non diventi un alibi per dimenticare le periferie o gli spazi di aggregazione sociale. Le istanze sono chiare: un piano straordinario di pulizia, lo sfalcio della vegetazione fuori controllo e una sanificazione completa dell’area. L’obiettivo è restituire dignità a un luogo che dovrebbe essere un simbolo di vivibilità e che invece, al momento, rappresenta soltanto l’ennesima testimonianza di una gestione del verde pubblico a due velocità.