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Cosenza, tensioni alla Partita del Cuore dopo uno striscione contro Guarascio: ferito uno studente

Una giornata nata all’insegna dello sport e della solidarietà è finita al centro di pesanti polemiche. Al centro della vicenda la Partita del Cuore disputata allo stadio San Vito-Gigi Marulla tra gli studenti dell’Istituto Valentini-Majorana di Castrolibero e del Liceo Scientifico Fermi – Polo Tecnico Brutium di Cosenza, un evento il cui incasso era destinato in beneficenza all’Unicef.

Secondo quanto sostenuto dall’associazione Cosenza nel Cuore e da alcuni testimoni, durante l’ingresso allo stadio sarebbe stata comunicata ai ragazzi una disposizione secondo cui la partita sarebbe stata sospesa in caso di esposizione di striscioni contro il patron del Cosenza Calcio, Eugenio Guarascio.

Sempre secondo la ricostruzione, alcuni steward sarebbero successivamente intervenuti per impedire l’esposizione di uno striscione con la scritta “Guarascio vattene”, circostanza che avrebbe generato momenti di tensione tra i presenti. Da qui sarebbe nata una colluttazione durante la quale un giovane ha avuto bisogno dell’intervento del personale medico presente allo stadio, per poi essere trasportato in ospedale.

L’associazione ha rivolto un appello al sindaco, al Consiglio comunale e al prefetto affinché venga fatta chiarezza sull’accaduto, denunciando quella che ritiene una limitazione della libertà di espressione.

La posizione del Cosenza Calcio

Il Cosenza Calcio, dopo aver diffuso una nota dedicata allo svolgimento della manifestazione sportiva, sottolineando il successo dell’iniziativa e la forte partecipazione degli studenti, in serata ha espresso sui propri canali social la sua vicinanza al giovane rimasto contuso in mattinata, precisando di non essere responsabile dell’organizzazione dell’evento. La società ha evidenziato che «la società è in costante contatto con i familiari e augura al ragazzo una pronta guarigione». La vicenda si inserisce in un clima già segnato da contestazioni di una parte della tifoseria nei confronti della proprietà rossoblù.

L’intervento del sindaco Franz Caruso

Sull’episodio è intervenuto in serata il sindaco Franz Caruso, il quale ha espresso la propria vicinanza allo studente rimasto ferito e alla sua famiglia, auspicando una immediata guarigione e che sia fatta piena luce sull’accaduto da parte delle autorità competenti. Il primo cittadino ha dichiarato:

«Quanto verificatosi allo stadio durante una manifestazione sportiva riservata agli studenti non può essere sottovalutato, né archiviato come un episodio marginale. Quando un giovane finisce al Pronto Soccorso dopo momenti di tensione vissuti all’interno di uno stadio cittadino, è doveroso fermarsi a riflettere con grande senso di responsabilità. Esprimo sincera vicinanza al ragazzo coinvolto e ai suoi familiari che hanno certamente vissuto momenti di particolare apprensione. Saranno, eventualmente, gli organi preposti a verificare con attenzione la dinamica dell’accaduto ed eventuali responsabilità.

Quel che si è verificato, però, non ci esime dall’evidenziare il clima che da tempo si respira in città ed in tutta la provincia cosentina, attorno alle vicende del Cosenza Calcio e alla contestazione sempre più diffusa nei confronti della proprietà e dei vertici societari. Quel che più sorprende nella vicenda verificatasi durante una innocente partita di calcio tra studenti è il tentativo di soffocare un dissenso democratico affidato ad uno striscione che si voleva a tutti i costi rimuovere. È evidente che il rapporto ormai deteriorato con la tifoseria organizzata stia producendo effetti che travalicano l’ambito sportivo, incidendo sul clima sociale e civile della nostra comunità e lo testimonia una volta di più quanto si è verificato addirittura nel contesto sportivo di un torneo studentesco.

Proprio per questo è necessario che attorno al Cosenza calcio e alle sue diverse componenti si recuperino senso di responsabilità, confronto civile e rispetto reciproco. La passione dei tifosi rappresenta un patrimonio della città e non può trasformarsi in terreno di tensione permanente o di esasperazione sociale. Ritengo del tutto evidente che la vicenda del Cosenza calcio coinvolga non soltanto l’aspetto sportivo, ma anche il sentimento collettivo di un’intera comunità che oggi vive un clima di forte esasperazione, polemiche e divisioni che risxa di compromettere ulteriormente la serenità e la coesione sociale della nostra città. Ecco perché è necessario compiere ogni sforzo e ogni azione utile affinché si esca da questa situazione di incertezza, in maniera tale da rasserenare gli animi e da indurre chi detiene la guida societaria a trarre le dovute conclusioni».

La dura nota del gruppo ultrà Anni Ottanta

Sulla vicenda è intervenuto anche il gruppo ultrà della curva Nord Anni Ottanta Cosenza, che ha definito l’episodio come un fatto gravissimo. Nella nota ufficiale si legge:

«Un fatto gravissimo si è verificato stamattina all’interno dello stadio “Marulla”. Durante la partita del Cuore tra le rappresentative dei licei “Valentini” e “Fermi”, il cui incasso sarà devoluto in beneficenza all’Unicef, gli studenti e le studentesse delle due scuole sono stati aggrediti dagli steward, solo perché stavano esponendo uno striscione recante la frase “Guarascio Vattene”. È intollerabile che personale al servizio della coppia che in questo momento tiene prigionieri lo stadio e la squadra della nostra città, nonché i nostri simboli e colori sociali, abbia l’ardire di usare violenza nei confronti di ragazzi e ragazze minorenni, alcuni dei quali nella colluttazione hanno riportato contusioni. Siamo di fronte all’ennesimo atto di arroganza camuffato da “rispetto delle regole”.

È inaudito: gli stessi soggetti riluttanti al rispetto delle più elementari norme che regolano i rapporti di lavoro e le relazioni con la tifoseria, i mezzi di informazione e le stesse istituzioni locali, adesso impongono in modo coercitivo la censura all’interno di un impianto sportivo pubblico. Per questa coppia di individui, come per tutti coloro i quali sono abituati a “fare impresa” senza investire un centesimo delle proprie tasche, ma utilizzando il denaro pubblico, non esiste alcuna forma di rispetto nei confronti delle altrui opinioni.

Per questi individui, ogni spazio pubblico è un affare privato. Non hanno la minima idea di cosa sia la vita sociale, ma neanche quella economica, perché facendo gli imprenditori con le risorse derivanti dalle nostre tasse, non devono confrontarsi con l’economia di mercato. Ci hanno tolto un bene comune. Tale è una squadra di calcio, in termini simbolici, sociali e culturali. Ci hanno sottratto l’unico vero motivo che spinge qualsiasi tifoso a recarsi allo stadio: l’imprevedibilità del risultato. Imbrigliato da costoro, da qualche anno il Cosenza Calcio può infatti solo galleggiare, affondare, restare in una palude che serve a giustificare i flussi finanziari della holding di cui sono proprietari.

Il nostro Cosenza serve a coprire gli ammanchi di cassa, a tappare i buchi di questo o quel bilancio. Tutto ciò ha un solo nome: arroganza! Sappiano però questi individui che la nostra pazienza ha un limite. I ragazzi e le ragazze non si toccano. Gli steward e gli sbirri vengano a toglierlo dalle nostre mani lo striscione “Guarascio vattene”. Lo difenderemo a modo nostro, alla maniera degli Ultrà».