Ci sono vittorie che vanno ben oltre il valore, pur immenso, di una medaglia d’oro. Raccontano di storie, di territorio, di una determinazione che non conosce barriere. Ai Campionati Italiani Paralimpici di Cesena, la Calabria scrive una pagina straordinaria di sport grazie a Graziano Chimenti: l’atleta del Tennistavolo Nuova Luzzi si è laureato campione d’Italia, conquistando uno splendido oro nella classe 9, nel singolo maschile giovanile classe 6/10.
Un successo arrivato al termine di un percorso netto sul rettangolo di gioco romagnolo, dove Chimenti ha imposto il proprio ritmo, tecnica e lucidità punto dopo punto. La premiazione, avvenuta alla presenza del vicepresidente della FITeT Paolo Puglisi e del coordinatore delle attività sportive Matteo Quarantelli, ha sancito un trionfo celebrato dagli applausi scroscianti di tutto il palazzetto.
La forza di non fermarsi mai e la rinascita attraverso lo sport
Il titolo italiano rappresenta il culmine di un percorso umano eccezionale. Tre anni fa, un grave incidente stradale avrebbe potuto cambiare drasticamente i piani di Graziano. Invece, il pongista di Luzzi ha scelto di accelerare, trasformando lo sport nel motore di una ripartenza totale.
“L’incidente non mi ha bloccato, anzi: faccio più cose ora di prima”
Queste le parole dell’atleta, espresse con una serenità che spiazza e ispira. Oltre all’exploit individuale a Cesena, Chimenti è un pilastro della squadra del suo paese, con cui ha disputato un ottimo campionato in C2, con il chiaro obiettivo di centrare la promozione in C1.
Un orgoglio per la comunità di Luzzi e per tutta la provincia
Il successo di Cesena non è solo un traguardo personale, ma un orgoglio immenso per la comunità di Luzzi – che conta poco più di 8.500 abitanti in provincia di Cosenza – e per tutto il movimento pongistico calabrese. La società della Nuova Luzzi si conferma una realtà virtuosa, capace di coniugare l’alto livello agonistico con una straordinaria funzione di inclusione sociale e valorizzazione del talento.
Tra un diritto e un rovescio, Graziano Chimenti si è preso il tricolore con la forza semplice di chi non ha mai smesso di guardare avanti, dimostrando che lo sport è, prima di tutto, un linguaggio universale di libertà.



