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Il vino calabrese protagonista con la seconda edizione del Merano Wine Festival

Il conto alla rovescia per il ritorno del Merano Wine Festival in Calabria si è concluso. La conferenza stampa di presentazione, svoltasi stamattina presso la Cittadella regionale, ha segnato il primo atto ufficiale di una rassegna attesissima dagli amanti del vino e della buona cucina.

Da domani fino a lunedì prossimo, l’evento suggellerà la sinergia che l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, è riuscito a stringere con Helmut Kocher, deus ex machina della prestigiosa manifestazione a cui diede il via nel 1992 nel cuore delle Alpi.

Un viaggio itinerante dal mare alla collina

Il programma della manifestazione si snoda attraverso tappe di grande fascino paesaggistico e storico. Si parte domani dalla Torre Aragonese di Melissa, icona della costa jonica del Crotonese, presidio architettonico e crogiolo di idee. Sabato sarà la volta del centro storico di Cirò, considerata la patria del vino: il taglio del nastro avverrà, come un anno fa, presso l’austera porta Mavilia, a due passi dal castello Carafa, per poi proseguire tra le strette vie del borgo. Domenica l’evento si sposterà nella pace di Borgo Saverona, l’antico villaggio di campagna che coniuga rustico e moderno nel territorio di Cirò Marina.

Il percorso si sviluppa dal mare alla collina, per poi tornare al mare. La decisione di Kocher di spostare il festival percorrendo la penisola in tutta la sua lunghezza per oltre 1.000 chilometri nasce anche dall’infatuazione per questi luoghi, profondamente diversi dai suoi abituali ma altrettanto ammalianti, dove i filari rimangono i veri padroni del territorio.

Il consolidamento della qualità in controtendenza con il mercato

La prosecuzione di questo sodalizio accende sul Cirotano l’attenzione dell’intero mondo agricolo italiano. L’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, ha espresso forte orgoglio per il consolidamento del settore, sottolineando la capacità di crescita della produzione locale in un contesto economico complesso.

“C’è questa ambizione della qualità che si consolida – afferma Gallo – e questo accade in controtendenza rispetto alle dinamiche del settore vitivinicolo. Il vino calabrese cresce in un momento in cui si osserva una contrazione sia sui mercati europei che a livello mondiale. Questo deve inorgoglirci particolarmente”.

Successo internazionale e mercati esteri

Il valore delle produzioni locali sta trovando riscontro anche al di fuori dei confini nazionali. Ridotto da un recente viaggio in Georgia, Helmut Kocher ha raccontato l’esito di una masterclass dedicata proprio alle produzioni calabresi nell’ex repubblica sovietica.

“Sono stati apprezzati moltissimo – spiega Kocher – la risposta è stata sbalorditiva. E ciò è avvenuto in un luogo che ritiene di essere stato la culla del vino ben 7.000 anni fa. Sono felice per la risposta delle aziende, ci saranno buyers provenienti da Brasile, Germania, Polonia, Olanda. Sarà un’edizione straordinaria”.

Il ruolo della ristorazione e l’evoluzione dei consumi

La giornata di lunedì prossimo sarà interamente riservata al confronto tra i produttori e gli operatori della ristorazione. Proprio quest’ultimo settore viene individuato come lo specchio fedele della crescita dell’intero movimento vitivinicolo regionale.

“Vent’anni fa – fa notare la direttrice generale dell’Arsac, Fulvia Caligiuri – erano molto meno ricche. Adesso l’offerta è assai più ampia, sia per i vini calabresi che per i grandi vini della tradizione italiana. E la clientela è diventata più esigente, vuole conoscere, s’informa. La crescita è stata omogenea, e proseguirà ancora”.