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Una portineria di quartiere in ogni zona di Cosenza per riavvicinare il Comune ai cittadini

Il rapporto tra la cittadinanza e le istituzioni locali necessita di un cambiamento radicale che rimetta al centro la prossimità e il supporto quotidiano all’interno dei diversi rioni cittadini. Giacomo Mancini, esponente del Partito Democratico della Calabria e già parlamentare socialista, ha presentato una proposta focalizzata sulla realizzazione di una rete diffusa di portinerie di quartiere in tutto il territorio di Cosenza.

L’iniziativa mira a superare la percezione di isolamento che spesso avvertono i residenti rispetto alla macchina amministrativa e ai servizi essenziali.

Un presidio civico contro l’isolamento dei cittadini

L’analisi della situazione attuale evidenzia una distanza significativa tra la periferia e i centri decisionali della città, un divario che si traduce in una mancanza di punti di riferimento stabili per la popolazione.

“Oggi a Cosenza il cittadino troppo spesso si sente solo. Lontano dai servizi. Lontano dalle istituzioni. Senza un punto di riferimento nel proprio quartiere”, ha dichiarato Giacomo Mancini nell’illustrare le motivazioni alla base del progetto.

L’obiettivo strategico è quello di invertire questa tendenza attraverso un modello di decentramento funzionale che non si limiti alla gestione della burocrazia, ma che offra una presenza costante e visibile sul territorio.

“L’idea è semplice ma radicale: riportare il Comune vicino alle persone. Non soltanto attraverso gli uffici del Palazzo, ma con una presenza quotidiana e concreta nei quartieri”, ha spiegato Mancini.

Recupero del patrimonio immobiliare e funzioni dei nuovi spazi

Il piano operativo prevede il riutilizzo di strutture di proprietà comunale che attualmente versano in stato di abbandono o che risultano inutilizzate, convertendole in centri polifunzionali attivi quotidianamente. Questa strategia consente contemporaneamente di riqualificare il patrimonio edilizio pubblico e di dotare le aree urbane di nuovi servizi senza consumo di nuovo suolo.

“Non immaginiamo semplici sportelli burocratici, ma luoghi vivi, facilmente accessibili, dove il cittadino possa trovare aiuto per pratiche e servizi, orientamento per lavoro e formazione, supporto digitale, ascolto e accompagnamento. E soprattutto vicinanza”, ha precisato l’esponente politico.

Le strutture esterne al palazzo municipale sono concepite come spazi di aggregazione aperti alla collaborazione con il terzo settore, i giovani e le realtà associative locali, con l’intento di stimolare la partecipazione civica e di consolidare il tessuto sociale cittadino.

Rigenerazione urbana e contrasto al degrado sociale

La presenza fisica delle istituzioni nei quartieri viene individuata come il principale antidoto al declino delle aree urbane, specialmente quelle che presentano maggiori elementi di fragilità sociale ed economica. Il progetto si configura pertanto come un intervento di welfare di comunità e di pianificazione urbanistica inclusiva.

“Il degrado non nasce soltanto dall’abbandono degli edifici. Nasce quando le istituzioni scompaiono dalla vita quotidiana delle persone. Per questo vogliamo trasformare spazi pubblici oggi chiusi e vuoti in luoghi utili, frequentati, aperti alla città”, ha aggiunto Mancini.

La proposta punta a ridisegnare la geografia dei servizi a Cosenza, muovendo dall’idea che il rilancio complessivo del capoluogo debba necessariamente partire dalla valorizzazione di ogni singola realtà locale.

“Una città si ricostruisce tornando vicina alle persone. Quartiere per quartiere. Rione per rione”, ha concluso l’esponente del Partito Democratico.