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Odissea burocratica a Catanzaro, stallo di sosta negato a una bambina disabile

Una dura polemica politica e sociale sta investendo la macchina amministrativa di Catanzaro, accusata di grave inefficienza nella gestione dei servizi essenziali per i cittadini più fragili. Al centro della vicenda c’è la storia di una bambina con disabilità e del suo nucleo familiare, che da un anno e mezzo attendono la realizzazione di uno stallo di sosta personalizzato davanti alla propria abitazione in via Brigata.

I tempi della burocrazia ministeriale e locale descrivono un percorso tortuoso: la richiesta formale è stata protocollata il 5 gennaio 2025, mentre l’ordinanza attuativa della Polizia Locale è arrivata solo il 20 gennaio 2026. A distanza di cinque mesi da quel provvedimento, l’intervento non è ancora stato eseguito.

L’atto di accusa di Sergio Costanzo

Il caso è stato sollevato dal consigliere comunale di opposizione Sergio Costanzo, che ha denunciato l’inerzia degli uffici competenti e dei vertici politici di Palazzo De Nobili. L’esponente politico ha evidenziato come non si tratti di un’opera pubblica complessa o milionaria, ma della semplice installazione della segnaletica necessaria per rendere operativo un diritto già riconosciuto formalmente dall’ente.

“C’è un limite oltre il quale la burocrazia diventa disumanità. E quel limite, a Catanzaro, è stato abbondantemente superato. Da oltre un anno e mezzo una bambina con disabilità e la sua famiglia, anch’essi con disabilità, attendono l’istituzione di uno stallo di sosta personalizzato davanti alla propria abitazione in Via Brigata. Una richiesta protocollata il 5 gennaio 2025, un’ordinanza firmata dalla Polizia Locale il 20 gennaio 2026 e, nonostante tutto, a giugno 2026 lo stallo ancora non esiste. Una situazione che definire vergognosa è persino riduttivo. Non stiamo parlando di un’opera pubblica milionaria, di una variante urbanistica o di una procedura complessa. Stiamo parlando semplicemente di installare la segnaletica necessaria per rendere operativo uno stallo destinato a una bambina disabile, il cui diritto è stato già riconosciuto formalmente dal Comune attraverso un’apposita ordinanza. Eppure nulla. Cinque mesi dopo l’ordinanza e un anno e mezzo dopo la richiesta, il Settore Gestione del Territorio continua a non fare ciò che avrebbe dovuto fare in pochi giorni. La domanda è inevitabile: cosa sta aspettando il Comune di Catanzaro?”.

Il silenzio delle istituzioni e la gestione della segnaletica

Secondo quanto esposto dal consigliere, i reiterati solleciti e le segnalazioni formali inviate nei mesi scorsi non hanno ricevuto alcun riscontro operativo o chiarimento ufficiale da parte dei responsabili istituzionali e tecnici del Comune. Costanzo ha espresso forte sdegno per la disparità di trattamento riscontrata sul territorio rispetto ad altre tipologie di interventi stradali.

“Per mesi sono state effettuate segnalazioni, solleciti e richieste di intervento. Ma dal sindaco Nicola Fiorita all’assessore competente Pasquale Squillace, fino al funzionario Fabio Gualtieri ed al responsabile del servizio Alessandro Stalteri è arrivato soltanto un assordante silenzio. Ancora più grave è che questa inerzia colpisca una famiglia già duramente segnata dalla disabilità. Non si tratta di un favore da concedere, ma di un diritto riconosciuto dalla legge e certificato dagli stessi uffici comunali. E mentre una bambina aspetta da mesi ciò che le spetta, i cittadini assistono quotidianamente a una gestione della segnaletica stradale che sembra funzionare con ben altra velocità quando si tratta di interventi utili alla propaganda politica o alle esigenze degli amici degli amici. Due pesi e due misure che indignano e che meritano risposte immediate”.

La richiesta di responsabilità al settore gestione del territorio

Il nodo della questione si sposta ora sulla catena di comando del Settore Gestione del Territorio, l’ufficio chiamato a dare esecuzione a un atto che dal punto di vista giuridico risulta già formale e privo di ostacoli. La conclusione dell’affondo di Costanzo richiama l’amministrazione ai propri doveri etici e gestionali, chiedendo che qualcuno risponda dei mesi di ritardo accumulati.

“L’ordinanza esiste. È stata firmata. È esecutiva. Il Comune ha riconosciuto che quella famiglia possiede tutti i requisiti previsti dal regolamento. Allora perché lo stallo non è stato ancora realizzato? Chi si assumerà la responsabilità di questi mesi di ritardo? Chi chiederà scusa a questa bambina e alla sua famiglia? Perché dietro le carte, i protocolli e le firme ci sono persone reali. E quando un’amministrazione impiega un anno e mezzo per garantire un diritto elementare a una bambina disabile, non siamo più davanti a una semplice inefficienza amministrativa. Siamo davanti al fallimento morale di chi governa la città”.