La Riserva naturale guidata della Foce del fiume Crati ha recentemente ospitato una visita di istruzione dedicata ai tirocinanti del Master universitario di secondo livello in Metodologie e tecniche per la protezione della fascia marino costiera. L’iniziativa accademica è stata organizzata dal Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente dell’Università della Calabria, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di approfondimento pratico in uno dei contesti ecologici più rilevanti della regione.
Le attività sul campo e la visita al Museo del Mare
I corsisti sono stati guidati nel percorso didattico dal professore Salvatore Critelli e dal ricercatore Francesco Sesso, con il supporto e l’accompagnamento costante del personale dell’Ente Riserve. Dopo aver concluso le attività di osservazione e studio direttamente sul campo, il gruppo si è trasferito presso i locali del Museo del Mare delle Riserve per completare la giornata di formazione.
L’importanza dell’area e il valore scientifico dell’esperienza sono stati sottolineati da Francesco Sesso, istruttore subacqueo, fotografo, ricercatore e campione italiano e mondiale di fotografia subacquea. Sesso, che ha effettuato specifiche immersioni nell’area di transizione della foce per documentare i fondali, ha commentato la giornata definendola una lunga e interessante sessione in un’area meritevole di protezione e valorizzazione, ponendo l’accento sulla straordinaria biodiversità che si concentra in quel punto d’incontro tra le acque.
Le caratteristiche ecologiche dell’area protetta
La Riserva della Foce del Crati rappresenta il più importante ambiente di transizione della Calabria. In questo spazio geografico l’acqua dolce del fiume si mescola con quella salata del mare, generando un ecosistema umido dalle caratteristiche uniche.
L’area si presenta come un mosaico di habitat differenti, tra cui si distinguono canneti, stagni, lagune, isole sabbiose, boschi allagati e ripariali, oltre a zone dunali e retrodunali. Questa varietà di ambienti garantisce la sopravvivenza e la concentrazione di una presenza eccezionale e diversificata di specie animali e vegetali, rendendo la foce un laboratorio naturale ideale per le attività di ricerca e tutela ambientale.



