La strage di Amendolara, in cui hanno perso la vita quattro lavoratori di origine straniera, ha riacceso con forza il dibattito sulla necessità di interventi strutturali contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato in Calabria. Davanti alla Sesta Commissione consiliare e nel successivo incontro con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e l’Assessore al Lavoro, Giovanni Calabrese, le sigle sindacali CISL, CGIL e UIL hanno presentato una serie di proposte concrete e bozze emendative per superare la gestione emergenziale e introdurre tutele reali per i braccianti.
Il Patto proposto da CISL e FAI CISL per la sicurezza e la qualità
Durante l’audizione, il Segretario Generale della CISL Calabria, Giuseppe Lavia, ha illustrato il “Patto regionale per il lavoro agricolo sicuro e di qualità”. Il piano punta a introdurre un sistema organico che prevede il monitoraggio anticipato del fabbisogno di manodopera, il potenziamento dei servizi ispettivi e la valorizzazione degli Enti Bilaterali. Tra i punti cardine figurano il superamento dei ghetti attraverso l’ospitalità diffusa, il recupero di immobili pubblici inutilizzati o confiscati alla criminalità, e un piano straordinario di mobilità rurale basato sul “Biglietto Unico Agricolo”. L’accesso ai finanziamenti pubblici verrebbe inoltre vincolato al rispetto dei diritti, premiando le aziende virtuose iscritte alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità tramite un “Bollino Etico” regionale.
La Presidente della Commissione Consiliare, Elisabetta Santoianni, ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente regionale sul lavoro di qualità in agricoltura, iniziativa accolta favorevolmente dal sindacato alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Cirillo. Nel successivo confronto con la Giunta, è stato condiviso un affidamento per avviare la sperimentazione di un progetto di trasporto pubblico dedicato ai lavoratori agricoli durante le campagne di raccolta.
La posizione di CGIL e FLAI contro le semplificazioni del fenomeno
La Segretaria della CGIL Calabria, Celeste Logiacco, insieme a Bruno Costa e Battista Platì della Segreteria FLAI CGIL Calabria, ha chiesto l’applicazione rigorosa della legge 199 del 2016 e un deciso potenziamento dei controlli nei campi. Il sindacato ha respinto fermamente le letture riduttive della tragedia di Amendolara. Secondo la CGIL, non si è trattato di una semplice lite tra stranieri, ma dell’effetto di un sistema radicato di illegalità che connette caporalato, omertà e sfruttamento lungo tutta la filiera produttiva.
La confederazione ha insistito sulla necessità di rafforzare i Centri per l’Impiego e gli strumenti pubblici di collocamento per sottrarre spazio ai caporali, garantendo al contempo maggiori tutele abitative e logistiche ai lavoratori migranti, i soggetti più vulnerabili di fronte ai ricatti e alle violazioni della dignità personale.
Gli emendamenti di UIL e UILA alla legge regionale vigente
Pragmatismo e modifiche normative immediate sono stati i temi al centro dell’intervento di UIL e UILA Calabria. La Segretaria Generale Mariaelena Senese e il Segretario Regionale UILA Pasquale Barbalaco hanno depositato una proposta di sette emendamenti per aggiornare la legge regionale numero 9 del 2018, focalizzandosi sull’articolo 37. L’obiettivo è trasformare il testo esistente in uno strumento operativo che preveda protocolli continui con Prefetture, Forze dell’Ordine e Aziende sanitarie, campagne di informazione e percorsi di mediazione culturale e linguistica per i braccianti.
Senese ha inoltre chiesto formalmente di trasmettere gli atti alla Commissione consiliare contro la ‘Ndrangheta, evidenziando i legami tra la criminalità organizzata e la gestione del reclutamento. Nel colloquio con Occhiuto e Calabrese, UIL e UILA hanno suggerito la creazione di una piattaforma digitale per la condivisione dei dati del sistema bilaterale agricolo, utile a incrociare in modo trasparente domanda e offerta di lavoro, e hanno richiamato modelli positivi di integrazione già attivi sul territorio, come quello di Lamezia Terme.
Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali
“Abbiamo voluto portare in Commissione non soltanto una denuncia, ma un contributo immediatamente utile al lavoro del Consiglio regionale. Di fronte a una tragedia come quella di Amendolara, il compito delle istituzioni e delle parti sociali è trasformare l’indignazione in strumenti concreti, più rapidi e più efficaci, per tutelare i lavoratori e le lavoratrici e per colpire chi prospera sull’illegalità e sullo sfruttamento”, ha dichiarato Mariaelena Senese.
Al termine della giornata di audizioni e tavoli tecnici, Senese e Barbalaco hanno espresso soddisfazione per l’apertura mostrata dai vertici della Regione: “Il presidente Occhiuto e l’assessore Calabrese hanno dimostrato grande attenzione alle questioni sollevate e, più in generale, al tema della lotta al caporalato. Siamo lieti di aver avuto modo di portare al tavolo del confronto una serie di azioni concrete che, ne siamo certi, possono contribuire a costruire un argine reale allo sfruttamento criminale dei lavoratori migranti”.



