Una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale, su delega della Procura della Repubblica di Roma, ha scosso l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. I magistrati capitolini hanno ipotizzato reati di estrema gravità, che spaziano dalla corruzione per l’esercizio della funzione alla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, fino alla corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e alla rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Il decreto di perquisizione personale, domiciliare e informatica ha colpito tre figure di rilievo: S.G., avvocato settantunenne della provincia di Reggio Calabria ed ex membro del consiglio di amministrazione della società “Stretto di Messina S.p.A.”; V.V., imprenditore reggino di sessantacinque anni residente a Roma; M.T., settantenne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in quiescenza dal febbraio 2026.
Il presunto accordo per condizionare l’esame della Corte dei Conti
Secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria, gli indagati avrebbero pianificato e messo in atto condotte mirate a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo dell’infrastruttura. L’impianto accusatorio delinea un preciso accordo corruttivo, nel quale l’avvocato e l’imprenditore si sarebbero mossi nell’interesse della “Stretto di Messina S.p.A.”. I due avrebbero avvicinato l’alto magistrato contabile promettendo il proprio appoggio politico e relazionale per fargli ottenere prestigiosi incarichi in enti di diritto pubblico al termine del suo percorso di servizio. In cambio di questo futuro posizionamento istituzionale, al giudice veniva richiesta una sistematica attività di interferenza sulle decisioni dell’organo di controllo.
Informazioni riservate e ambizioni istituzionali
Le indagini hanno svelato un fitto passaggio di dati sensibili in violazione del segreto d’ufficio. L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti avrebbe offerto una totale disponibilità al gruppo, fornendo aggiornamenti costanti sull’andamento della procedura d’esame e rivelando gli orientamenti interni dei colleghi, oltre allo sviluppo della Camera di Consiglio in adunanza plenaria. Il magistrato avrebbe inoltre analizzato nel dettaglio la delibera sfavorevole emessa il 29 ottobre 2025, impegnandosi a redigere una memoria difensiva da consegnare direttamente al commercialista della società concessionaria. Tra le ambizioni manifestate dal giudice in cambio del proprio operato, gli inquirenti hanno individuato la presidenza dell’Antitrust o la guida di una grande società partecipata dello Stato. I due intermediari avrebbero inoltre tentato di agganciare altri magistrati ritenuti sensibili e divulgato a terzi i segreti appresi.
Sequestri e analisi forensi nelle province coinvolte
L’azione investigativa dei Carabinieri del Ros si è concentrata simultaneamente nella Capitale e nelle province di Reggio Calabria e Frosinone. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro numerosi dispositivi elettronici, computer, smartphone e una cospicua mole di documenti cartacei. Tutto il materiale è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria e sarà sottoposto ad accertamenti tecnici e analisi forensi per riscontrare i reati contestati e verificare l’estensione della rete di contatti creata attorno al progetto dell’opera pubblica.



