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Ondata di caldo in Calabria, i termometri non scendono nemmeno di notte

L’eccezionale ondata di caldo africano continua a investire la Calabria, mantenendo le temperature su valori elevati anche durante le ore notturne. Se lungo la giornata diverse aree del territorio regionale raggiungono o superano la soglia dei 40 gradi, il calare del sole non garantisce un effettivo sollievo.

In varie località della regione, infatti, la colonnina di mercurio continua a registrare valori superiori ai 30 gradi anche nei momenti che dovrebbero essere i più freschi della notte, rendendo il riposo particolarmente complesso e incrementando il disagio fisico, soprattutto per gli anziani e le persone fragili.

Le definizioni di notti tropicali e notti infernali

In ambito climatologico e meteorologico, le caratteristiche termiche delle ore notturne vengono classificate in base a precise soglie di temperatura minima. Viene definita “notte tropicale” un intervallo notturno in cui la temperatura minima non scende al di sotto dei 20 gradi.

Quando la soglia della minima rimane costantemente al di sopra dei 30 gradi, si entra invece nel campo delle cosiddette “notti infernali”. Quest’ultimo rappresenta un fenomeno decisamente raro per il territorio calabrese, caratterizzato da uno stress termico prolungato e continuo che impedisce all’ambiente circostante di disperdere il calore accumulato nelle ore diurne.

L’origine dell’evento eccezionale e l’attesa del calo termico

Alla base di queste condizioni estreme si trova l’azione di una potente massa d’aria di origine subtropicale che sta interessando gran parte del Meridione. La persistenza di questa struttura atmosferica ostacola il naturale processo di raffreddamento dell’aria dopo il tramonto, lasciando invariato il livello di disagio termico anche durante le ore della tarda notte e dell’alba.

Le notti infernali costituiscono una delle manifestazioni più evidenti dell’intensa bolla di calore attualmente presente sulla regione. Secondo le ultime simulazioni dei modelli meteorologici, le temperature elevate continueranno a caratterizzare il quadro clinico dell’atmosfera locale ancora per qualche giorno, prima che l’arrivo di correnti più fresche favorisca un graduale calo termico e il progressivo rientro verso i valori medi del periodo.