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Fondi pubblici sottratti a un Comune del Vibonese, sequestro da 462.000 euro per undici indagati

Un meccanismo contabile opaco, costruito negli anni dentro le pieghe della macchina amministrativa, attraverso il quale somme di denaro pubblico sarebbero state sottratte a un ente locale del Vibonese e trasferite a soggetti privi di titolo. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che nelle prime ore della mattina del 10 giugno 2026 ha portato all’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per un importo complessivo di circa 462.460 euro nei confronti di 11 persone.

L’operazione è stata eseguita da un dispositivo composto dal personale dei Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. Gli indagati, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbero appropriati, nel periodo compreso tra il 2015 e il 2024, di somme sottratte a un ente pubblico locale del Vibonese.

La segnalazione degli amministratori e l’avvio dell’inchiesta

Il procedimento nasce da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione dei Carabinieri da alcuni amministratori dell’ente. Al centro dell’esposto, alcune incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dall’ente e gli effettivi beneficiari. La Procura, informata dagli operanti, ha disposto in una prima fase sequestri preventivi per oltre 200.000 euro nei confronti degli indagati iniziali.

Successivamente il quadro investigativo si è allargato con il coinvolgimento del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, chiamato a esaminare in modo analitico la contabilità dell’ente. Da questa attività, relativa al periodo 2015-2025, sarebbero emersi oltre 228 mandati di pagamento illeciti.

Il ruolo dell’ex dipendente comunale

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il principale indagato risponde del delitto di peculato per essersi appropriato di ulteriori somme pari a 179.002,17 euro in via autonoma e, in concorso con altri 10 indagati, per complessivi 283.458 euro. Il sistema, secondo la Procura, avrebbe avuto come figura centrale il responsabile dell’area “Affari generali” dell’ente pubblico, in quiescenza dal gennaio 2022 e successivamente collaboratore della stessa area fino all’ottobre 2024.

In ragione dell’incarico ricoperto, l’uomo avrebbe gestito direttamente i pagamenti dell’ente pubblico, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento. Per gli inquirenti, negli anni sarebbe risultato di fatto l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili.

I falsi mandati di pagamento

Il meccanismo contestato riguarda la presunta distrazione di risorse dell’ente attraverso la liquidazione di falsi mandati di pagamento in favore di terzi: professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni che, secondo l’accusa, sarebbero stati privi di qualsiasi titolo creditorio. La Procura parla di totale assenza di documentazione giustificativa. In alcuni casi, il denaro sarebbe confluito direttamente nella disponibilità del principale indagato: in queste ipotesi, i soggetti terzi sono risultati estranei alle indagini. In altri casi, invece, le investigazioni avrebbero consentito di contestare il concorso nel delitto di peculato insieme all’ex dipendente.

Le indagini avrebbero così delineato, secondo gli inquirenti, un quadro ancor più torbido, con l’esistenza di un sistema attraverso il quale ingenti somme di denaro, quantificate in ulteriori 462.460 euro, appartenenti a un Comune delle Serre vibonesi, sarebbero state drenate in favore di un ex dipendente, di soggetti privati imprenditori, associazioni ed enti con esso concorrenti.

Sequestrati conti, immobili e beni mobili registrati

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, all’esito delle indagini, ha disposto il sequestro di liquidità e, in via alternativa, per equivalente, sui beni nella disponibilità di tutti gli 11 indagati. Nello specifico, sono stati sequestrati conti correnti, immobili e altri beni mobili registrati fino alla concorrenza dell’intero ammontare indicato nel provvedimento giudiziario.

La Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore facente funzioni Concettina Iannazzo, sottolinea che l’attività rappresenta una significativa testimonianza del presidio di legalità nel territorio vibonese, a tutela della Pubblica amministrazione, in sinergia con le forze di polizia.