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I vescovi della Calabria uniti contro la piaga del caporalato dopo il dramma di Amendolara

I vescovi della Calabria si scagliano contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo. La tragica scomparsa di quattro giovani lavoratori migranti, avvenuta lo scorso 1 giugno ad Amendolara, ha segnato profondamente i lavori della sessione estiva della Conferenza episcopale calabra (Cec), riunita a Rossano nel Palazzo de Rosis sotto la presidenza dell’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova.

Il dramma ha occupato uno spazio centrale nelle riflessioni dei presuli, che hanno espresso dolore, indignazione e ferma condanna per un evento definito come un severo interrogativo per la Chiesa e per l’intera società civile e istituzionale.

La denuncia della Conferenza episcopale calabra

La posizione espressa nel documento ufficiale della Cec è netta e priva di ambiguità. L’evento del 1 giugno viene descritto come un fatto che scuote la coscienza di uomini ed istituzioni. I vescovi hanno riscontrato nella tragedia una totale mancanza di rispetto per la dignità umana, evidenziando le storture di un sistema in cui il lavoro viene privato di diritti e tutele, schiacciato da interessi economici e illegalità.

La nota dei presuli denuncia apertamente una dignità calpestata da interessi economici e sistemi di sfruttamento da parte della piaga del caporalato e da filiere agroalimentari ingiuste e illegali. Il richiamo è diretto alla responsabilità collettiva di un territorio e di un Paese intero, affinché non si volti lo sguardo altrove di fronte alla vulnerabilità di chi opera nel settore agricolo senza alcuna protezione.

Un percorso di impegno concreto ad Amendolara

I vescovi hanno chiarito che l’episodio non può essere derubricato a semplice fatto di cronaca passeggero. La vicenda non può esaurirsi in una notizia di pochi giorni, ma provoca tutti a porre segni concreti di attenzione, presenza, impegno.

Per questa ragione, la Chiesa calabrese ha annunciato un’iniziativa tangibile: il prossimo 4 luglio, proprio ad Amendolara, prenderà il via un percorso di approfondimento incentrato sullo sfruttamento dei migranti e sulla piaga del caporalato.

L’attività, promossa tramite la Commissione regionale di Pastorale sociale del lavoro, intende manifestare vicinanza alle vittime, alle loro famiglie e alle comunità colpite, strutturando al contempo un impegno pastorale permanente per monitorare la situazione delle filiere agroalimentari.

Durante i lavori a Rossano, caratterizzati da momenti di comunione come la visita alla cattedrale, il rito dello sfoglio del Codex e la celebrazione presso il monastero agostiniano, i vescovi hanno espresso piena solidarietà a monsignor Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, colpito dal dolore per il tragico evento avvenuto nel territorio della sua diocesi. Essi si sono stretti in unità di intenti al loro fratello, Mons. Savino, vescovo di Cassano all’Jonio per il doloroso evento di Amendolara e hanno voluto comunicare la vicinanza di ciascuno.

Politiche giovanili e il rinnovamento del Progetto Policoro

La sessione estiva ha offerto lo spazio per trattare altri temi rilevanti per la regione, a partire dal lavoro giovanile. La Cec ha ascoltato don Marco Ulto, coordinatore nazionale del Progetto Policoro, e don Luca Gigliotti. In occasione dei trent’anni di questa iniziativa della Chiesa italiana, volta a mostrare ai giovani il lavoro come una vera e propria vocazione da realizzare, è stata presentata l’evoluzione del progetto, che cambia nome in “Generazione in rete” con l’obiettivo di rinnovare metodi e stile, rimanendo fedele all’ispirazione iniziale.

I presuli hanno inoltre ricevuto il professor Giuseppe Notarstefano e monsignor Claudio Giulidori, vertici nazionali dell’Azione Cattolica, insieme ai rappresentanti regionali Ivana Ventura e don Antonello Gatto. Gli ospiti hanno ringraziato i vescovi per l’accoglienza, illustrando il cammino dell’associazione e l’importanza del servizio ecclesiale che l’AC svolge mantenendo la sua caratteristica di Associazione giovane e vitale. I vescovi sono stati invitati a sostenere e valorizzare questa realtà all’interno delle Chiese locali calabresi.

Infine, l’ordine del giorno ha incluso l’esame del nuovo regolamento della Cec, lo statuto del Seminario regionale San Pio X e l’approvazione unanime del calendario liturgico regionale. I lavori si sono conclusi con la nomina di don Francesco Lauria e di Ilaria Badolato alla guida del Servizio regionale di Pastorale giovanile per il prossimo quinquennio.