Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa ed ex commissario della Lega in Calabria, interviene pubblicamente dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta giudiziaria relativa al progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia. Attraverso una ferma presa di posizione, l’esponente politico e manager respinge con decisione tutte le contestazioni mosse dalla Procura, difendendo la trasparenza del proprio operato.
La replica dellex consigliere della Stretto di Messina
Nelle dichiarazioni rilasciate all’agenzia Adnkronos, Saccomanno definisce l’indagine nei suoi confronti “aberrante”, sostenendo che gli elementi sollevati dagli inquirenti risultino privi di coerenza sul piano giuridico e fattuale. L’ex dirigente leghista nega in modo categorico di aver preso parte a interlocuzioni riconducibili alle ipotesi investigative emerse e sottolinea che eventuali confronti con soggetti legati a lui da rapporti di amicizia non possano in alcun modo essere interpretati come condotte illecite.
I chiarimenti sui rapporti con la magistratura contabile
Un capitolo centrale della difesa riguarda i presunti rapporti con Tommaso Miele, magistrato della Corte dei Conti anch’egli iscritto nel registro degli indagati. Saccomanno respinge qualsiasi tipo di addebito in merito, fornendo una precisa ricostruzione dei fatti. Secondo l’ex commissario del Carroccio, le conversazioni intercorse avrebbero riguardato esclusivamente valutazioni di natura personale e timori condivisi sull’evoluzione del procedimento amministrativo, escludendo qualunque tentativo di influenzare le decisioni delle istituzioni coinvolte.
La lettura politica dell’inchiesta e la difesa dell’opera
Nel corso del suo intervento, Saccomanno non risparmia critiche alla tempistica e alla natura dell’azione giudiziaria, attribuendo alla vicenda una chiara valenza politica. L’obiettivo reale dell’indagine, secondo la sua tesi, sarebbe quello di “ostacolare la realizzazione del Ponte sullo Stretto e colpire indirettamente il leader della Lega, Matteo Salvini”. Viene inoltre ribadito il valore strategico dell’infrastruttura, considerata fondamentale per il riscatto economico e sociale del Mezzogiorno.
La fiducia nei magistrati e la proposta di riforma
Nonostante la durezza dei toni utilizzati per contestare l’impianto accusatorio, l’ex componente del Cda si dice fiducioso di poter dimostrare la totale regolarità del proprio comportamento nel corso degli accertamenti giudiziari. Saccomanno si dichiara “pronto a collaborare con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto della vicenda” al fine di accertare la verità in tempi brevi.
A margine del suo intervento, l’esponente politico rilancia infine un tema da sempre al centro del dibattito del centrodestra, ovvero la necessità di una riforma che introduca la responsabilità civile dei magistrati, considerata uno strumento indispensabile per disciplinare e sanzionare i casi di eventuali errori giudiziari.



