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Terremoto nel PD: si sbriciola la federazione di Cosenza, si dimette il segretario Lettieri

Nuove scosse sismiche scuotono le fondamenta del Partito Democratico in Calabria. Con una decisione drastica e con effetto immediato, Matteo Francesco Lettieri ha abbandonato la guida della segreteria provinciale di Cosenza. Le dimissioni irrevocabili sono state recapitate formalmente ai vertici locali e nazionali, raggiungendo il leader regionale Nicola Irto, la presidente dell’assemblea Francesca Branchicella e, per conoscenza, la segretaria nazionale Elly Schlein. Pur parlando di una scelta profondamente sofferta, Lettieri ha precisato che non si tratta affatto di un fulmine a ciel sereno. I vertici del partito erano già stati messi al corrente della situazione da diversi mesi; l’annuncio ufficiale è stato però posticipato per senso di responsabilità nei confronti della comunità democratica, attendendo il via libera definitivo al bilancio consuntivo del 2025.

Il cuore della lettera di dimissioni contiene un duro affondo politico contro la gestione interna e le correnti locali. Lettieri non usa giri di parole e punta il dito contro quelli che definisce reiterati comportamenti irresponsabili, che hanno segnato una stagione politica a dir poco convulsa. Le tensioni si sono accumulate nel corso di una fase caotica che ha visto intrecciarsi un congresso provinciale infuocato, il voto anticipato per la Regione e le Province, le pesanti fibrillazioni amministrative al Comune di Cosenza, fino ai congressi dei singoli circoli territoriali e alle ultime elezioni comunali.

Sul fronte dei voti, l’ormai ex segretario rivendica comunque i traguardi raggiunti sotto la sua gestione, come il posizionamento di un consigliere in Regione grazie a due liste competitive e la nascita di un’ampia coalizione progressista alle elezioni provinciali. Proprio riguardo a queste ultime, tuttavia, Lettieri evidenzia come la sconfitta sia stata decretata da giochi di palazzo trasversali e posizionamenti individuali. Il passaggio più velenoso della missiva sottolinea infatti come l’interesse privato e le legittime ambizioni personali di alcuni esponenti abbiano di fatto tenuto in ostaggio la federazione, paralizzando l’azione collettiva e anteponendo le carriere al bene comune del centrosinistra.

Nel bilancio del suo mandato non mancano comunque rivendicazioni sul territorio, come il percorso di rinascita e riscatto identitario del partito a San Giovanni in Fiore, dove è stata restituita dignità alla base, e il traguardo del ballottaggio conquistato dal centrosinistra a Castrovillari. La lettera si chiude con un auspicio per il futuro e un appello alla rigenerazione. Per Lettieri è ormai indispensabile superare le vecchie logiche correntizie per fare spazio a una nuova guida capace di unire le diverse anime del partito nel rispetto reciproco. Al di là degli auspici, la realtà dei fatti consegna al Partito Democratico cosentino una frattura profonda e una pesante eredità da gestire nell’immediato post-voto.