HomeTurismoPorti moderni e aree protette, le...

Porti moderni e aree protette, le priorità della nautica calabrese per il futuro

La nautica è un pezzo della nuova economia del mare. Porti sicuri, servizi efficienti, approdi sostenibili, turismi diversi dal balneare, formazione, cantieristica, internazionalizzazione, aree protette e accoglienza di qualità possono e devono diventare valore aggiunto per una strategia regionale di posizionamento più competitiva di quella attuale.

La Calabria possiede le carte in regola per farlo e per diventare nei fatti straordinaria, mettendo sul piatto dell’ospite internazionale quello che altri non hanno o non possono condividere allo stesso modo. Risulta necessario trasformare questa consapevolezza in programmazione stabile. I costruttori nautici calabresi, al pari dei loro colleghi nelle altre regioni del Sud Italia, desiderano svolgere in questa partita un ruolo protagonista, dialogando insieme alla Regione Calabria.

Questo è uno dei messaggi emersi nel corso del primo evento pubblico regionale promosso dall’Associazione Costruttori Nautici dei 2 Mari, ospitato al Riva Restaurant & Lounge Bar di Falerna sul tema “Turismo nautico e fruizione sostenibile delle aree protette. Numeri e prospettive regionali di sviluppo economico”.

Il valore della sinergia tra imprese e territorio

Coordinati dal comunicatore strategico e lobbista Lenin Montesanto, sono intervenuti, insieme al presidente del sodalizio Claudio Guarascio, anche Antonio Ranieri della Ranieri International Group, Enzo Montesanto della Brettium Boat, Giuseppe Savio, co-founder di H4-Research S.r.l., Giuseppe Sangeniti, dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo di Pizzo, con il docente Emilio Valente, il sindaco di Gizzeria Francesco Argento, Fortunato Amarelli, AD di Amarelli, Andrea Guarascio, amministratore delegato di Prua al Vento, Fabijan Mihovilović, direttore di Marina Kras Boat Rentals and Sales, operatore croato del turismo nautico e del charter, Giuseppe Meo, presidente dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, Salvatore Siviglia, direttore generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Calabria, la consigliera regionale Filomena Greco, Paolo Snidero, giurista esperto di politiche comunitarie, e Raffaele Greco, direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria.

Dal mondo dell’impresa è arrivata una sottolineatura netta. È stato Fortunato Amarelli a richiamare il valore della sinergia tra imprenditori calabresi capaci di costruire imbarcazioni e di esportarle nel mondo. “La nautica è da sempre un settore affascinante e la Calabria, una penisola nel Mediterraneo, deve stimolare produzione e lavoro in questo comparto”, ha spiegato l’amministratore delegato. Accanto alla capacità di costruire serve però un percorso che migliori l’accoglienza turistica nei porti, perché la qualità della destinazione non si misura solo dalla bellezza del mare, ma anche dai servizi offerti.

L’evento ha avuto il merito di mettere insieme gli attori di una filiera utile a costruire una vera economia del mare. Un comparto che, come ha ribadito la consigliera regionale Filomena Greco, fino a oggi non ha avuto l’attenzione necessaria e che può diventare leva di sviluppo se sostenuto da una visione regionale capace di aiutare imprese, sindaci, infrastrutture comunali e servizi portuali.

Infrastrutture e aree protette al centro dello sviluppo

Dal confronto con gli imprenditori nautici sono emersi spunti coerenti con il lavoro richiamato da Salvatore Siviglia, direttore generale del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Calabria: rendere la portualità più fruibile, sicura, moderna e dotata di infrastrutture idonee a costruire un polo attrattivo. In un territorio circondato dal mare, una portualità forte può diventare vettore di sviluppo non solo per le città balneari, ma per l’intero sistema turistico-alberghiero regionale.

Il direttore generale dell’Ente Parchi Marini Regionali (EPMR), Raffaele Greco, ha collegato il tema della nautica alla gestione dei sei Parchi marini e delle 28 Zone Speciali di Conservazione di competenza dell’Ente. In questa direzione si inserisce la realizzazione dei campi di ormeggio in ben 16 siti della Calabria, uno strumento utile a migliorare la fruizione sostenibile delle aree marine protette. Greco ha inoltre sottolineato il contributo che l’Ente può offrire nello sviluppo dei servizi all’interno dei parchi e delle aree protette, ambiti nei quali il turismo nautico può svolgere un ruolo importante e crescere ulteriormente. Un percorso che si integra con il grande progetto dedicato al turismo subacqueo che l’Ente sta lanciando per valorizzare alcuni dei più significativi siti marini della Calabria.

Le richieste del comparto per una crescita stabile

Per il presidente dei costruttori nautici dei 2 mari, Claudio Guarascio, la presenza a Falerna dell’associazione, che riunisce 140 imprese tra cantieri e indotto, è servita a far sentire la voce di un comparto che chiede strumenti, visione e continuità. Senza porti adeguati anche chi costruisce barche in Calabria fatica a posizionare il proprio prodotto ed è spesso costretto a guardare all’estero. Le fiere internazionali, da Düsseldorf a Genova, da Istanbul a Cannes e Parigi, restano decisive per chi investe in innovazione e ricerca. Per far crescere davvero la nautica calabrese serve il sostegno stabile della Regione, soprattutto in una fase in cui il Presidente Roberto Occhiuto ha inserito la portualità tra i temi programmatici di sviluppo. Se la Calabria punta anche su approdi sostenibili, il comparto può già offrire soluzioni innovative, a partire dall’esperienza dell’imbarcazione elettrica.

Antonio Ranieri e Andrea Guarascio hanno richiamato la necessità di rafforzare la rappresentanza del comparto nautico calabrese e di sostenerne la crescita attraverso infrastrutture, internazionalizzazione e presenza stabile ai tavoli regionali e nazionali dove si definiscono strategie e investimenti. L’Associazione può diventare interlocutore qualificato di questa fase, portando il contributo di imprese che generano occupazione, competenze, servizi e professionalità. Resta centrale il nodo dei posti barca: una criticità che limita vendite, fatturato e ricadute occupazionali dell’intera filiera.