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Caldo e welfare, in Calabria le fattorie didattiche diventano rifugi estivi per i minori

Con la fine delle lezioni scolastiche su tutto il territorio nazionale, per oltre una famiglia italiana su tre, pari al 36% del totale, è iniziata la ricerca di un centro estivo per i propri figli. Nei mesi di giugno e luglio, molti genitori rimangono impegnati nelle attività lavorative e si trovano nella necessità di individuare soluzioni idonee per conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la pausa estiva. I dati emergono dall’indagine condotta da Coldiretti/Ixe’.

Oltre alle difficoltà logistiche nella scelta della struttura adeguata, il settore registra quest’anno un incremento delle tariffe che incide sul bilancio familiare. Il 17% dei genitori dichiara di rinunciare al servizio a causa di costi ritenuti insostenibili, mentre un ulteriore 7% non avvia la ricerca per la certezza di non trovare la disponibilità di posti. Il 40% delle famiglie non ricorre ai centri estivi poiché dispone di alternative autonome per l’accudimento dei minori.

Il ruolo della natura e la crescita dell’offerta in Calabria

Nelle preferenze relative alle strutture, il mare si conferma al primo posto, seguito dalle esperienze a contatto con la natura. In questo contesto si inserisce lo sviluppo delle fattorie didattiche, realtà che durante l’anno scolastico accolgono gli alunni per progetti di educazione alimentare e che nel periodo estivo promuovono campi incentrati sul divertimento, sullo sport e sul consumo di cibi sani. Tale opzione garantisce inoltre un maggiore riparo rispetto alle temperature elevate dei centri urbani.

In Calabria la legge sulla multifunzionalità ha favorito la nascita di una nuova economia agricola orientata ai servizi per le famiglie e all’inclusione sociale, offrendo un supporto alle politiche di welfare territoriale e al contrasto dello spopolamento delle aree interne. Nella regione operano attualmente circa 40 aziende dedite all’agricoltura sociale, un dato segnalato in crescita, e 94 fattorie didattiche. Queste attività vedono un forte impegno della componente femminile e contribuiscono a mantenere la vitalità economica e sociale nelle aree rurali più marginali.

Laboratori artigianali e percorsi didattici con gli animali

I programmi proposti all’interno delle strutture includono attività dedicate alla trasformazione dei prodotti primari, quali la panificazione, la produzione di pasta, formaggi, olio e miele. A queste si affiancano percorsi didattici focalizzati sulla gestione dell’orto, sulla conoscenza dei cereali e sul rispetto della stagionalità delle colture.

Le fattorie didattiche riservano uno spazio rilevante anche all’interazione con gli animali della fattoria attraverso momenti di accudimento e percorsi esperienziali volti a far conoscere la vita rurale. L’offerta si completa con iniziative basate sui principi dell’outdoor education, che comprendono laboratori creativi, escursioni, picnic e attività connesse alla sostenibilità ambientale. Numerose aziende del territorio promuovono infine progetti di inclusione sociale, inserendo persone con disabilità o in condizioni di svantaggio in percorsi educativi e relazionali legati al lavoro agricolo.