HomeCostume & SocietàAmbienteEolico a San Vito sullo Jonio,...

Eolico a San Vito sullo Jonio, scontro tra ambientalisti e Regione sulla sentenza del Tar

Il dibattito sulla tutela del paesaggio in Calabria si accende nuovamente attorno al progetto per la realizzazione di un impianto eolico a San Vito sullo Jonio, nelle Preserre catanzaresi. Secondo quanto diffuso in una nota dal movimento Terra e Libertà Calabria e dal coordinamento regionale Controvento Calabria, la Regione Calabria sarebbe intenzionata a rinunciare a proporre impugnazione contro la sentenza del Tar che ha dato ragione alla società proponente.

L’ipotesi di una mancata opposizione alla decisione dei giudici amministrativi ha sollevato la reazione immediata dei movimenti, preoccupati per l’impatto ambientale e turistico dell’opera in un’area considerata di pregio.

L’impatto sul turismo e sul cammino coast to coast

Le associazioni sottolineano come l’infrastruttura energetica rischi di compromettere in modo irreversibile un’area già segnata dalla presenza di altre torri d’acciaio. La preoccupazione principale riguarda la salvaguardia di una delle attrattive turistiche più significative del territorio, il cammino da Soverato a Pizzo.

L’impianto andrebbe a rovinare e degradare il coast to coast, un percorso che porta in Calabria migliaia di visitatori favorendo un indotto fatto di agriturismi, piccoli albergatori e agricoltori. Il progetto sorgerebbe proprio nel cuore di questo itinerario, sulle montagne boscate del comune di San Vito sullo Jonio.

L’evoluzione del progetto dal 2006 a oggi

La storia del parco eolico affonda le radici nel 2006, anno di presentazione della prima proposta. Nel corso del tempo lo scenario locale è mutato notevolmente. Nelle vicinanze sono sorti altri impianti, determinando un effetto cumulativo che ha portato al rigetto di progetti simili nei confinanti comuni di Monterosso e Polia. Parallelamente, sono nate nuove aree protette e il Parco regionale delle Serre ha avviato un ampliamento che toccherà a breve il comune di Chiaravalle.

Anche il progetto ha subìto modifiche sostanziali, vedendo ridursi il numero delle pale da 25 a 14, a fronte però di un raddoppio delle dimensioni del rotore di ciascun aerogeneratore, passato da 82 metri a 140 metri. Alla luce di queste trasformazioni, con il decreto numero 13.920 del 3 ottobre 2024, il dirigente generale del dipartimento Sviluppo economico ed attrattori culturali della Regione aveva decretato la decadenza dell’autorizzazione unica inerente il progetto.

La sentenza del Tar e l’appello dei movimenti

Il Tribunale amministrativo regionale di Catanzaro ha successivamente accolto il ricorso presentato dalla Parco eolico San Vito srl contro il provvedimento di decadenza. Una decisione che i movimenti definiscono inspiegabile, ritenendo che l’appello da parte della Regione fosse l’atto più naturale per difendere un proprio decreto motivato.

Il movimento Terra e Libertà Calabria e il coordinamento Controvento auspicano un ripensamento da parte delle istituzioni regionali e annunciano la volontà di intervenire nel procedimento giudiziario. L’azione legale viene considerata l’ultimo baluardo prima che un altro pezzo della regione sia sacrificato per il profitto di pochi speculatori dell’energia, in un contesto in cui la biodiversità e le foreste rischiano di subire gravi danni.