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Intimidazione a Reggio Calabria, tanica di benzina davanti a un cantiere edile

Momenti di tensione si sono registrati questa mattina a Reggio Calabria, dove una tanica contenente liquido infiammabile è stata rinvenuta all’ingresso di un cantiere edile in via Florio, un’arteria stradale strategica che collega l’area portuale all’inizio del lungomare cittadino. A fare la scoperta sono stati gli stessi operai impegnati nel cantiere che, poco prima dell’avvio delle attività lavorative, hanno notato la presenza dell’oggetto ritenuto sospetto e hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine.

L’intervento degli artificieri e i rilievi tecnici

Sul posto sono intervenuti tempestivamente gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato, che hanno inizialmente valutato l’ipotesi della presenza di un possibile ordigno rudimentale. A destare particolare preoccupazione è stata la presenza di un filo visibile all’esterno dell’oggetto rinvenuto. Per ragioni di sicurezza sono state attivate tutte le procedure previste in casi analoghi, isolando l’area interessata. La zona è stata quindi sottoposta a accurate verifiche da parte della Polizia Scientifica e degli artificieri, chiamati a escludere qualsiasi rischio per l’incolumità pubblica. I successivi accertamenti tecnici hanno chiarito la natura dell’oggetto, escludendo la presenza di un congegno esplosivo e confermando si trattasse di una tanica di benzina lasciata davanti all’accesso dei lavori.

Le indagini della Squadra Mobile sull’ipotesi intimidatoria

Nonostante l’allarme bomba sia rientrato, l’episodio non viene considerato dagli inquirenti come un semplice gesto casuale. In via Florio sono arrivati anche gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno informato il sostituto procuratore di turno e avviato gli approfondimenti investigativi per fare piena luce sull’accaduto.

L’attenzione degli inquirenti si concentra adesso sull’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona, nel tentativo di individuare il soggetto che ha abbandonato la tanica e ricostruire con precisione i tempi e le modalità dell’azione. Tra le piste vagliate dalle forze dell’ordine vi è quella di un possibile atto intimidatorio rivolto al titolare dell’impresa edile impegnata nei lavori o al proprietario dell’area interessata dal cantiere. Nelle prossime ore le persone coinvolte nella gestione del sito potrebbero essere ascoltate dagli investigatori per contribuire a delineare il contesto in cui si è verificato l’episodio. Al momento non risultano rivendicazioni né elementi che consentano di attribuire con assoluta certezza il gesto a uno specifico movente, e le verifiche proseguono per chiarire l’esatta provenienza del contenitore.