Nonostante le promesse di Washington di pubblicare il contenuto del Memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran, il testo ufficiale rimane formamente coperto dal segreto. Tuttavia, Bloomberg e Al Arabiya sono riuscite a ottenere una copia integrale del documento in 14 punti, la cui firma è prevista per venerdì in Svizzera. I dettagli dell’intesa delineano una svolta radicale per gli equilibri geopolitici ed economici del Medio Oriente.
I punti chiave per la fine delle ostilità e il ripristino delle vie marittime
Il primo articolo stabilisce la fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, impegnando le parti e i rispettivi alleati a non intraprendere azioni ostili e ad astenersi dall’uso della forza. Parallelamente, il secondo punto sancisce il reciproco rispetto della sovranità e l’impegno a non interferire negli affari interni.
Per consentire il ritorno alla normalità, l’accordo prevede precise scadenze temporali. Entro 30 giorni dalla firma, gli Stati Uniti dovranno revocare il blocco navale e consentire il ripristino del traffico marittimo iraniano ai livelli prebellici. Da parte sua, Teheran si impegna a garantire, sempre entro un mese, la ripresa del transito delle navi mercantili dal Golfo Persico al Mar d’Oman, occupandosi della rimozione degli ostacoli tecnici e delle mine. Inoltre, Washington ritirerà le proprie forze militari dalle aree circostanti entro 30 giorni dalla sigla dell’accordo definitivo, che dovrà essere raggiunto entro un periodo massimo di 60 giorni.
Un piano economico da 300 miliardi e lo stop alle sanzioni
Il sesto punto introduce un impegno finanziario colossale: gli Stati Uniti, insieme ai partner regionali, struttureranno un piano globale per la riabilitazione e lo sviluppo economico dell’Iran, garantendo fondi per almeno 300 miliardi di euro. I meccanismi di attuazione di questo piano saranno definiti entro due mesi.
Il Memorandum affronta in modo dettagliato anche il nodo delle sanzioni e dei beni congelati. Washington si impegna a cancellare progressivamente ogni tipo di misura restrittiva unilaterale, primaria e secondaria, comprese le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell’Aiea. Nell’attesa della revoca totale, gli Stati Uniti rilasceranno deroghe immediate per l’esportazione di petrolio greggio, prodotti petrolchimici e derivati, sbloccando inoltre i servizi bancari, assicurativi e di trasporto correlati. Tutti i fondi e i beni iraniani congelati all’estero verranno resi disponibili per i pagamenti stabiliti dalla Banca Centrale di Teheran.
Il futuro del programma nucleare e le garanzie internazionali
Sul fronte nucleare, la Repubblica islamica ribadisce che non produrrà mai armi atomiche. Fino alla stipula dell’intesa conclusiva verrà mantenuto lo status quo: l’Iran congelerà gli avanzamenti del proprio programma e gli Stati Uniti eviteranno nuove sanzioni o l’invio di ulteriori truppe nella regione. Il destino del materiale arricchito sarà definito nei successivi 60 giorni di negoziazione.
Il documento si conclude definendo la creazione di un meccanismo di controllo per verificare il rispetto degli impegni e stabilisce che l’accordo finale, una volta siglato, riceverà l’approvazione formale attraverso una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.



