Si prevede un nuovo impulso per i Centri del Riuso in Italia. Raccogliendo l’eredità di tante piccole esperienze virtuose sui territori, il 26 marzo scorso il MASE ha per la prima volta inserito nel Decreto n. 91 un invito esplicito agli enti locali a “individuare spazi da destinare all’esposizione temporanea di beni usati e funzionanti, direttamente idonei al riutilizzo, finalizzata allo scambio tra privati”, all’interno dei centri di raccolta.
Il problema della visibilità e i dati sul territorio
In Italia il primo Centro del Riuso è stato aperto nel 2011 a Lammari, una frazione del comune di Capannori (Lucca). Nell’ultimo decennio questi spazi hanno iniziato a diffondersi in tutto il Paese, affermandosi come buone pratiche per prevenire la produzione dei rifiuti e ridurre i costi di smaltimento, ma anche come luoghi di incontro, solidarietà e inclusione lavorativa. Oggi, in mancanza di un censimento ufficiale, basandosi sulle fonti disponibili e i propri contatti, il team di Junker ne ha mappati oltre 200, concentrati soprattutto tra Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Veneto e Toscana.
Purtroppo la maggior parte sono ancora poco conosciuti e frequentati dai cittadini. In base a un recente sondaggio proposto dall’app Junker ai cittadini di Ancona, il 23% dei rispondenti ammette di non sapere se nel proprio Comune ci sia o meno un Centro del Riuso e solo il 7% lo frequenta più volte al mese. La maggioranza, corrispondente al 57%, ci fa un salto a malapena una o due volte l’anno. Eppure il mercato del second hand in Italia continua a crescere, in termini di volumi di beni e ricadute economiche. Il principale freno al successo dei Centri del Riuso sembra quindi essere la scarsa conoscenza o familiarità con il servizio, più che una presunta diffidenza degli italiani verso l’usato.
Una piattaforma pubblica per il riuso a chilometro zero
Proprio per risolvere questo gap informativo e consentire ai Centri del Riuso di avere la visibilità che meritano, è nata la prima Bacheca del riuso virtuale a disposizione di Comuni e Gestori di igiene ambientale, all’interno della quale confluiscono gli annunci di oggetti usati ma in buono stato, siano essi offerti da privati cittadini o disponibili presso il locale Centro del Riuso.
La Bacheca è fruibile da Junker, l’app multilingue e scaricabile gratuitamente, che in più di 3.000 Comuni viene già usata da milioni di famiglie per accedere ai servizi ambientali del proprio territorio. In questo modo i cittadini hanno a disposizione un unico punto di accesso per trovare opportunità di sharing a chilometro zero e restare aggiornati sull’attività del Centro del Riuso comunale, che cessa di essere un semplice magazzino fisico di beni usati e diventa un hub digitale dell’economia circolare.
Annunci automatici e integrazione con i gestionali cloud
Come in qualsiasi piattaforma, i privati possono liberamente inserire annunci, con foto, del prodotto di cui ritengono di non avere più bisogno. C’è un unico vincolo: gli scambi devono avvenire all’interno del territorio servito, eliminando i costi economici e ambientali del trasporto.
Parallelamente, la Bacheca viene alimentata grazie all’integrazione con uno dei più diffusi gestionali cloud per i Centri del Riuso comunali, CDRi Manager. Quando un bene fa il suo ingresso nel Centro del Riuso, un operatore lo classifica e lo censisce. In automatico il software carica i nuovi oggetti sulla Bacheca in app, per essere consultabili e prenotabili dagli utenti comodamente da smartphone. I cittadini possono anche impostare notifiche e alert per le tipologie di oggetti di loro interesse.
“Quest’innovazione rappresenta un punto di svolta nel percorso di informatizzazione dei Centri del Riuso”, evidenzia Massimo Riccetti, responsabile Area Centri del Riuso di Risorse Coop ETS. “Si va ben oltre la mera dematerializzazione della modustica. Di fatto, viene azzerata la distanza fisica tra i Centri e i loro fruitori, ossia i cittadini, garantendo oltretutto piena trasparenza del servizio. Grazie all’integrazione del nostro software gestionale con la Bacheca del riuso di Junker, gli utenti possono infatti verificare real-time i risultati concreti dei Centri del Riuso del proprio territorio e valutare, numeri alla mano, l’effetto reale delle politiche ambientali”.
Il riuso come obiettivo globale ed europeo
“La nuova disciplina dei centri di raccolta – sottolinea Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Junker app – va chiaramente nella direzione di promovere i Centri del Riuso in tutto il territorio nazionale. In questo contesto l’adozione di strumenti digitali semplificherà i necessari adeguamenti gestionali e renderà più efficienti questi spazi, aumentandone la fruibilità da parte dei cittadini”.
La promozione del riuso, quale strategia di prevenzione nella produzione di nuovi rifiuti, è anche uno degli obiettivi centrali della politica ambientale dell’Unione Europea ed è esplicitamente prevista tra gli obiettivi globali dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.



