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Autonomia differenziata, mozione urgente in Consiglio regionale: «Rischio fuga di medici e sanità sempre più diseguale»

Il dibattito sull’autonomia differenziata si accende nuovamente in Calabria. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuseppe Ranuccio, ha depositato una mozione urgente con l’obiettivo di impegnare il presidente della Giunta regionale a riferire immediatamente in Aula in merito alle recenti decisioni assunte nella Conferenza Stato-Regioni.

L’iniziativa scaturisce dal parere favorevole espresso dall’organismo sugli schemi di intesa preliminare presentati da Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Tali intese toccano settori cruciali e delicati per l’equilibrio dei territori, tra cui spiccano la sanità, la protezione civile e la previdenza integrativa.

Le preoccupazioni per il sistema sanitario e le disuguaglianze territoriali

Secondo quanto illustrato nella mozione, l’attuazione del progetto in mancanza di un pieno finanziamento dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) e di adeguati meccanismi di perequazione potrebbe generare gravi squilibri a danno della Calabria. La preoccupazione principale riguarda l’ampliamento delle storiche distanze economiche e sociali tra le diverse aree del Paese.

«Si tratta di una scelta che desta forte preoccupazione – afferma Ranuccio – soprattutto perché assunta nonostante il parere contrario espresso dall’Anci e da altre Regioni. Parliamo di un progetto che rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e di indebolire il principio di solidarietà nazionale».

Il fulcro dei timori si concentra sulla tenuta dei servizi pubblici essenziali, in primis la cura della salute. Il rischio evidenziato è quello di una competizione asimmetrica tra le amministrazioni regionali nella gestione e nell’attrazione delle risorse umane.

«Il rischio concreto – prosegue il vicepresidente del Consiglio regionale – è quello di una sanità sempre più diseguale, con le regioni economicamente più forti in grado di attrarre medici, infermieri e personale qualificato attraverso strumenti incentivanti e forme di previdenza integrativa che la Calabria difficilmente potrebbe sostenere. Sarebbe un colpo durissimo per un sistema sanitario che già oggi soffre una grave carenza di personale».

Il richiamo alla Corte Costituzionale e la richiesta di trasparenza

La mozione fa esplicito riferimento alla giurisprudenza contabile e costituzionale, richiamando la sentenza numero 192 del 2024 della Corte Costituzionale. Il pronunciamento dei giudici delle leggi ha ribadito che i percorsi di autonomia non devono in alcun modo pregiudicare l’unità economica e giuridica della Repubblica, salvaguardando il dovere di solidarietà tra le diverse aree geografiche.

La richiesta di un passaggio assembleare formale punta a fare chiarezza sulla linea politica e istituzionale della presidenza calabrese rispetto alle decisioni prese nei tavoli romani.

«L’autonomia differenziata non può trasformarsi in una competizione tra regioni ricche e regioni povere. La Calabria ha il diritto di sapere quale posizione stia assumendo il proprio presidente e quali conseguenze potrebbero derivare da scelte che incidono direttamente sul futuro dei servizi essenziali e sul diritto alla salute dei cittadini».