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Nuove tensioni nel Golfo: l’Iran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz dopo i raid di Israele

L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz al transito delle navi, accusando gli Stati Uniti di aver violato il memorandum d’intesa e citando il proseguire dei combattimenti nel Libano meridionale. L’annuncio è arrivato dalla televisione di Stato, che ha citato un comunicato del comando centrale unificato Khatam al-Anbiya.

Secondo quanto riferito dalla tv di Stato, il comando Khatam al-Anbiya ha motivato la decisione con quella che definisce «la palese violazione degli impegni» da parte di Washington, la mancata attuazione del primo punto dell’accordo di fine guerra e il protrarsi delle ostilità nel sud del Libano, da cui – sostiene Teheran – le forze israeliane non si sarebbero ritirate. Il comando «annuncia che lo Stretto di Hormuz sarà chiuso al transito delle navi», precisando che si tratta di una prima misura e avvertendo che, in caso di nuove violazioni, ne seguiranno altre.

La replica degli Stati Uniti e lo sforzo diplomatico

Sul fronte opposto, il vicepresidente Usa JD Vance ha affermato che al momento non vi sarebbero prove di una reale chiusura. In un’intervista a Fox, Vance ha sottolineato la mancanza di riscontri oggettivi sul blocco effettivo dello Stretto, pur osservando la presenza di numerose mine nel braccio di mare. Vance ha inoltre riferito che gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff sono «già sul terreno», impegnati nello sforzo diplomatico.

Un equilibrio geopolitico precario

La nuova chiusura arriva a pochi giorni dalla firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, pensato proprio per riaprire lo Stretto e disinnescare la crisi, e si inserisce in una sequenza di aperture e chiusure che va avanti da mesi. Lo Stretto di Hormuz è uno dei principali nodi energetici del mondo: ogni interruzione del traffico marittimo rischia di avere ripercussioni immediate sui mercati globali dell’energia. Sullo sfondo restano le tensioni sul cessate il fuoco nel Libano meridionale, dove proseguono gli attacchi che hanno causato almeno 16 morti in recenti raid israeliani.

In questo contesto, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Fars, ha dichiarato: «Una delegazione iraniana viaggerà in Svizzera per seguire e chiedere l’attuazione degli impegni della controparte e chiarire come intendono rispettarli». Il portavoce ha poi aggiunto: «L’altra parte deve adottare misure necessarie il prima possibile, altrimenti l’intero accordo sarà compromesso», precisando che «l’inizio dei negoziato per l’accordo finale è subordinato all’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa».